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Monolithic Baby! (Spv/Audioglobe)
Sembra che il rock stia vivendo una seconda giovinezza. Gruppi come gli ormai troppo citati White Stripes o Strokes hanno avuto l’indubbio merito di far accendere i riflettori su una scena attiva ormai da decenni, ma pressoché ignorata dalle major discografiche e perciò dal cosiddetto grande pubblico. Il garage rock annovera tra le proprie fila mostri sacri come Fuzztones, Leighton Koizumi ed i suoi Morlocks, Gluecifer e Fleshtones solo per citarne alcuni, che si sbattono da decenni in un circuito (molto) underground e forse ora grazie al neonato hype nato dall’esplosione di questo “nuovo” rock raccoglieranno i frutti del loro lavoro. Se lo meritano. Il discorso non fa una grinza anche per i Monster Magnet. Iniziatori insieme ai Kyuss del fenomeno Stoner (ancora attivissimo a livello underground anche se c’è chi lo dà per morto e sepolto), mentre quest’ultimi si sono sparpagliati in varie direzioni, Dave Wyndorf continua a guidare la sua creatura con risultati davvero notevoli. E questa nuovo disco non fa eccezione. Lo stoner è sempre più lontano, anche se certi riff ne rievocano il fantasma, e quei passaggi psichedelici che nei lavori precedenti erano un punto di forza dei MM vengono accantonati per lasciar spazio a canzoni più dirette, dei veri e propri pugni nello stomaco. Rock allo stato puro! Ma non quello gentile e carino che è molto trendy a New York: questo è rock grezzo e sporco, quello che ti fa muovere la testa, che ti fa suonare una fender fatta d’aria e che se l’ascolti in macchina ti fa pestare sull’acceleratore come un dannato! Riffs mozzafiato che ti si stampano nella capoccia e cori da cantare a squarciagola fin quando termina il cd, per poi ricominciare da capo. Assoli mai inutili o fuori posto, una sezione ritmica tellurica e mai invadente e la quasi acida voce di Dave compongono un mix esplosivo che raggiunge il climax nella conclusiva Cnn War Theme: una grande canzone in un grande album.
I MM sono una garanzia e Monolithic Baby! si candida sin da ora ad essere uno dei dischi migliori dell’anno.
American IV: The Man Comes Around (American Recordings)
Conoscevo Johnny Cash solo di nome, sapevo che era un’icona del country e che nel 1970 si era esibito in un carcere, esibizione immortalata in un disco dal vivo dal titolo Johnny Cash Sings Folsom Prison Blues. Stop.
Poi una sera vedo il video di Hurt, cover dell’omonima canzone dei Nine Inch Nails e vedere quell’uomo anziano chino sul pianoforte interpretare in modo struggente questo piccolo capolavoro, donandogli ancor più profondità e dolore mi ha fatto venire un nodo alla gola. Il giorno dopo acquisto The Man Comes Around: è’ un disco di cover e oltre alla già citata Hurt ci sono Bridge Over Troubled Water di Simon & Garfunkel con Fiona Apple e Personal Jesus dei Depeche Mode con John Frusciante dei RHCP alla chitarra, per citare le più famose. Chitarra, pianoforte e la profonda e calda voce di Cash che ti entra nel cuore e te lo stringe fino a far male. Non avevo mai sentito una voce esprimere il peso degli anni, degli eccessi e della malattia come quella di Cash in questo disco. Avrò ascoltato l’inedito che dà in titolo all’album un centinaio di volte, e in ognuna di esse, quando quella voce così calda, profonda e quasi paterna fa il suo ingresso, mi trafigge come una pugnalata.
Altre parole non servono: le parole per descrivere dischi come questo sono inutili.
Rockol ha pubblicato il risultato del sondaggio tra i lettori:
Dischi migliori del 2003
1 – Radiohead, Hail to the thief
2 – Elisa, Lotus
3 – Caparezza, Verità supposte
4 – Madonna, American life
5 – White Stripes, Elephant
6 – Renato Zero, Cattura
7 – Muse, Absolution
8 – Claudio Baglioni, Sono io - L'uomo della storia accanto
9 – The Fire Theft, The Fire Theft
10 – Ben Harper, Diamonds inside
11 – Morgan, Le canzoni dell'appartamento
12 – Strokes, Room on fire
13 – Subsonica, Controllo del livello di rombo
14 – A Perfect Cicle, Thirteenth step
15 – Cristina Donà, Dove sei tu
16 – Gigi D'alessio, Buona vita
17 – Mars Volta, De-loused in the comatorium
18 – Pearl Jam, Lost dogs
19 – Luciano Ligabue, Giro d'Italia
20 – Marlene Kuntz, Senza peso
Dischi delusione del 2003
1 – Metallica, St. Anger
2 – Strokes, Room on fire
3 – Giorgia, Ladra di vento
4 – Radiohead, Hail to the thief
5 – Tiziano Ferro, 111
6 – Eros Ramazzotti, 9
7 – Muse, Absolution
8 – Antonello Venditti, Che fantastica storia è la vita
9 – Britney Spears, In the zone
10 – Dido, Life for rent
11 – Madonna, American life
12 – Sting, Sacred love
13 – Elisa, Lotus
14 – Luciano Ligabue, Giro d'Italia
15 – Limp Bizkit, Results may vary
16 – White Stripes, Elephant
17 – Morgan, Le canzoni dell'appartamento
18 – David Bowie, Reality
19 – Evanescence, Fallen
20 – Gigi D'Alessio, Buona vita
L’eterogeneità dei lettori di Rockol è impressionante. Mah!
Questi, invece, sono i migliori 25 dischi di tutti i tempi secondo RateTheMusic.com
2. Nirvana, Nevermind
3. U2, The Joshua Tree
4. Beatles, The Beatles (White Album)
5. Beatles, Abbey Road
6. Pink Floyd, Dark Side Of The Moon
7. Beatles, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
8. Ac/Dc, Back In Black
9. Pink Floyd, The Wall
10. Metallica, Metallica
11. Fleetwood Mac, Rumours
12. Guns n’ Roses, Appetite For Destruction
13. Elton John, Goodbye Yellow Brick Road
14. Santana, Santana
15. Bruce Springsteen, Born In The U.S.A.
16. Metallica, Master Of Puppets
17. Ac/Dc, Highway To Hell
18. Simon & Garfunkel, Bridge Over Troubled Waters
19. Led Zeppelin, Untitled (IV)
20. Led Zeppelin, Led Zeppelin
21. Queen, Sheer Heart Attack
22. Pearl Jam, Ten
23. U2, War
24. Beach Boys, Pet Sounds
25. Aerosmith, Pump
I redattori di Guitar World hanno stilato la classifica dei 100 migliori chitarristi heavy metal.
Ecco le prime 25 posizioni, di seguito un breve commentino:
1 - Tony Iommi (Black Sabbath)
2 - ex aequo Kirk Hammett e James Hetfield (Metallica)
3 - ex aequo Angus e Malcolm Young (AC/DC)
4 - Randy Rhoads (Ozzy Osbourne)
5 - Eddie Van Halen (Van Halen)
6 - Jimmy Page (Led Zeppelin)
7 - Dimebag Darrell (Pantera)
8 - Zakk Wylde (Ozzy, Black Label Society)
9 - Adam Jones (Tool)
10 - Kerry King & Jeff Hanneman (Slayer)
11 - Dave Murray ed Adrian Smith (Iron Maiden)
12 - Jimi Hendrix
13 - Glen Tipton e KK Downing (Judas Priest)
14 - Ace Frehley e Paul Stanley (Kiss)
15 - Slash (Guns N'Roses, Velvet Revolver)
16 - Ritchie Blackmore (Deep Purple, Rainbow)
17 - Yngwie Malmsteen
18 - Joe Perry e Brad Whitford (Aerosmith)
19 - Dave Mustaine e Marty Friedman (Megadeth)
20 - Chuck Schuldiner (Death)
21 - Brian May (Queen)
22 - Michael Schenker (MSG, UFO)
23 - Nigel Tufnel (Spinal Tap)
24 - Jeff Beck
25 - Head e Munky (Korn).
Qualcuno mi spieghi cosa ci fanno Jeff Beck, Jimi Hendrix e Jimmy Page in una classifica di chitarristi heavy metal! Su Brian May se ne può discutere: I Queen degli esordi erano molto hard rock oriented. Ma quei tre mostri sacri della cinque corde fanno letteralmente a pugni con gli altri guitar heroes di questa classifica e meriterebbero comunque posizioni più elevate. La piazza d’onore a Iommi ci può stare, anche se io avrei messo Randy Rhoads perché pochi come lui hanno saputo coniugare tecnica e gusto melodico. Il secondo posto di Hetfield e Hammet non mi trova assolutamente d’accordo, la coppia d’asce dei Maiden è decisamente superiore, Dimebag Darrel al settimo posto non ce lo vedo proprio, sarebbe meglio farlo scendere un po’ mentre metterei nei primi cinque quel pazzo scatenato di Zakk Wilde……
Insomma, questa classifica non mi convince!
I primi dieci per me sono questi:
1 - Randy Rhoads (Ozzy Osbourne)
2 - Tony Iommi (Black Sabbath)
3 - Dave Murray ed Adrian Smith (Iron Maiden)
4 - Ritchie Blackmore (Deep Purple, Rainbow)
5 - Zakk Wylde (Ozzy, Black Label Society)
6 - Eddie Van Halen (Van Halen)
L'inutilità e la prevedibilità di questi premi è così evidente che non c'è bisogno di alcun commento.
Basta vedere a chi hanno dato il premio come miglior performance metal e miglior artista rivelazione.
Singolo dell’anno: "Clocks" dei Coldplay
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Album dell’anno: "Speakerboxxx/The love below" degli OutKast
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Canzone dell’anno: "Dance with my father", Richard Marx & Luther Vandross
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Miglior artista rivelazione: Evanescence
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Miglior performance vocale femminile Pop: "Beautiful" di Christina Aguilera
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Miglior performance vocale maschile Pop: "Cry me a river" di Justin Timberlake
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Miglior performance di un duo o un gruppo Pop con cantante: "Underneath it all" dei No Doubt
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Miglior collaborazione Pop con voce: "Whenever I say your name", di Sting con Mary J. Blige
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Miglior performance Pop strumentale: "Marwa blues" di George Harrison
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Miglior album Pop strumentale: "Mambo sinuendo" di Ry Cooder & Manuel Galbán
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Miglior Album Pop cantato: "Justified" di Justin Timberlake
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Miglior singolo Dance: "Come into my world" di Kylie Minogue
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Miglior album Pop tradizionale: "A wonderful world" di Tony Bennett & k.d. lang
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Miglior performance vocale femminile Rock: "Trouble" di Pink
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Miglior performance vocale maschile Rock: "Gravedigger" di Dave Matthews
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Miglior performance di un duo o un gruppo Rock con cantante: "Disorder in the house", di Warren Zevon & Bruce Springsteen
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Miglior performance Hard Rock: "Bring me to life" degli Evanescence
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Miglior performance Metal: "St. Anger" dei Metallica
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Miglior performance Rock strumentale: "Plan B" di Jeff Beck
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Miglior canzone Rock: "Seven nation army", di Jack White dei White Stripes
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Miglior album Rock: "One by one" dei Foo Fighters
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Miglior album Alternative: "Elephant" dei White Stripes
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Miglior performance vocale femminile R&B: "Dangerously in love" di Beyoncé
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Miglior performance vocale maschile R&B: "Dance with my father" di Luther Vandross
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Miglior performance di un duo o un gruppo R&B con cantante: "The closer I get to you", Beyoncé e Luther Vandross
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Miglior performance vocale di R&B tradizionale: Aretha Franklin con "Wonderful"
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Miglior Urban/Alternative performance: "Hey ya!" degli OutKast
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Miglior canzone R&B: "Crazy in love", Shawn Carter, Rich Harrison, Beyoncé Knowles (Eugene Record), compositori (Beyoncé Featuring Jay-Z)
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Miglior album R&B: "Dance with my father" di Luther Vandross
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Miglior album R&B contemporaneo: "Dangerously in love" di Beyoncé
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Miglior Rap solo performance femminile: "Work it" di Missy Elliott
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Miglior Rap solo performance femminile: "Lose yourself" di Eminem
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Miglior Rap performance di un duo o gruppo: "Shake ya tailfeather", Nelly, P. Diddy & Murphy Lee
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Miglior collaborazione Rap: "Crazy in love" di Beyoncé feat. Jay-Z
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Miglior canzone Rap: "Lose yourself", J. Bass, M. Mathers & L. Resto, compositori (di Eminem)
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Miglior album Rap: "Speakerboxxx/The love below" degli OutKast.
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Singolo dell’anno: "Clocks" dei Coldplay
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Album dell’anno: "Speakerboxxx/The love below" degli OutKast
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Canzone dell’anno: "Dance with my father", Richard Marx & Luther Vandross
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Miglior artista rivelazione: Evanescence
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Miglior performance vocale femminile Pop: "Beautiful" di Christina Aguilera
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Miglior performance vocale maschile Pop: "Cry me a river" di Justin Timberlake
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Miglior performance di un duo o un gruppo Pop con cantante: "Underneath it all" dei No Doubt
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Miglior collaborazione Pop con voce: "Whenever I say your name", di Sting con Mary J. Blige
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Miglior performance Pop strumentale: "Marwa blues" di George Harrison
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Miglior album Pop strumentale: "Mambo sinuendo" di Ry Cooder & Manuel Galbán
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Miglior Album Pop cantato: "Justified" di Justin Timberlake
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Miglior singolo Dance: "Come into my world" di Kylie Minogue
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Miglior album Pop tradizionale: "A wonderful world" di Tony Bennett & k.d. lang
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Miglior performance vocale femminile Rock: "Trouble" di Pink
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Miglior performance vocale maschile Rock: "Gravedigger" di Dave Matthews
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Miglior performance di un duo o un gruppo Rock con cantante: "Disorder in the house", di Warren Zevon & Bruce Springsteen
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Miglior performance Hard Rock: "Bring me to life" degli Evanescence
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Miglior performance Metal: "St. Anger" dei Metallica
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Miglior performance Rock strumentale: "Plan B" di Jeff Beck
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Miglior canzone Rock: "Seven nation army", di Jack White dei White Stripes
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Miglior album Rock: "One by one" dei Foo Fighters
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Miglior album Alternative: "Elephant" dei White Stripes
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Miglior performance vocale femminile R&B: "Dangerously in love" di Beyoncé
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Miglior performance vocale maschile R&B: "Dance with my father" di Luther Vandross
L'ormai storica Rock Radio italiana rischia di chiudere i battenti, ecco il comunicato stampa:
In Italia esistono solo 4 radio dedicate alla musica rock; 2 di esse coprono solo 2 province, 1 copre il Lazio, 1 copre Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria e Toscana con il progetto di espandersi nel resto d'Italia. Di queste 4 radio, proprio quella con maggiore copertura rischia di scomparire dall'etere. Il suo nome è RockFM, è la sorellina minore della più famosa Radio Centouno e trasmette da oltre un decennio solo musica rock. Qualche mese fa i proprietari delle due radio, i fratelli Borra, sono stati arrestati dal tribunale di Milano e il gruppo radiofonico è stato messo in vendita, con il rischio di veder scomparire in un botto la più grande radio rock italiana (RockFM) e la prima radio privata nata in Italia (Radio Centouno, ex Radio Milano International).
Resssisti è diventato il nostro slogan, scritto così perchè è così che lo pronunciamo in onda, un po' come lo pronuncerebbe Smeagol nel Signore degli Anelli.
Chi siamo noi? Noi siamo quelli che fanno da anni questa radio, che da anni la vivono, siamo le voci che sentite in onda. Noi siamo Marco Garavelli, Ariel, Claudia, Elena, Max De Riu, Giulio Caperdoni, Nicola, Fabio Treves, Maurizio Faulisi, Edo.
Gentestrana è invece la comunità online degli ascoltatori di RockFM che nel corso del tempo ha creato spontaneamente un proprio sito e soprattutto un proprio forum. Gentestrana ha deciso di appoggiare completamente questa scelta di resssistenza mettendoci a completa disposizione il proprio sito web.
Perchè dobbiamo resssistere? A cosa dobbiamo resssistere?
Come avrete letto sui giornali e come anche è riportato sul forum di Gentestrana nello scorso autunno Angelo Borra, titolare di Radio 101 e di RockFM, è stato arrestato (per i dettagli). Di conseguenza, RockFM è stata messa sotto sequestro dal tribunale e verrà portata o alla vendita o al fallimento. Sembra ci siano diversi gruppi editoriali interessati all'acquisto di concessione, frequenze, etc, ma nulla garantisce che il progetto editoriale verrà portato avanti come RockFM.
Noi intendiamo resssistere, cioè intendiamo dimostrare quanto RockFM sia importante per il panorama radiofonico italiano, soprattutto per quello che è come idea prima ancora che per ciò che è riuscita a fare fino ad ora.
Per il momento riportiamo su questo sito la voce degli ascoltatori, i tantissimi messaggi che ci stanno arrivando.
E vi invitiamo a farvi vivi, a darci un vostro segno, a lasciare una vostra testimonianza a info@radiorockfm.com
Ci serve anche per appuntarci un vostro recapito con il quale potervi chiamare a raccolta, quando sarà il momento.
Inoltre mettiamo a disposizione anche tutti i comunicati che nel corso del tempo sono stati rilasciati.
Ho rubacchiato un po’ di rumors dal New Musical Espress a riguardo delle uscite discografiche più attese dalla stampa inglese per il 2004.
Per quanto riguarda gli Oasis e gli Hives dovrebbero uscire i nuovi dischi, ma non è stata ancora pianificata una data di pubblicazione.
I Radiohead dovrebbero pubblicare uno o più EP e/o un album di B-sides.
Gli Interpol dovrebbero pubblicare il successore del bel Turn On The Bright Lights non prima del prossimo inverno, mentre per il nuovo lavoro dei Doves bisognerà aspettare l’estate.
I Datsuns sono attesi a maggio alla prova del secondo disco, prodotto da John Paul Jones, ex Led Zeppelin.
I Cooper Temple Clause sono in studio dall'inizio dello scorso dicembre per assemblare il nuovo lavoro schedulato per l’estate.
Riferimenti