martedì, aprile 27, 2004, ore 13:06

Note In Nero

Burzum: Fuoco e Sangue (1 di 4)

Siamo in Norvegia, lungo la vallata di Numendal nella Buskerud County.

Sono le sedici e trenta di domenica 26 ottobre 2003. Un’ automobile con a bordo una famiglia di tre persone viene fermata da un autostoppista che chiede soccorso. Quando l’auto si ferma l’uomo estrae una pistola ed intima alla famiglia di scendere dal mezzo. Impossessatosi del veicolo, l’autostoppista riparte e si allontana velocemente. Varg Vickernes, questo è il suo nome, è evaso la sera precedente dal carcere di Vestfold dove sta scontando una pena di ventun anni per aver ucciso Oystern Aarseth in arte Euronymous, leader del gruppo Black Metal Mayhem, per aver bruciato le chiese di Ajan, Skjoll e Holnekollen e per aver causato la morte di un pompiere nel rogo della chiesa di Vindafjord. Varg ha già trascorso nove anni in prigione; è un detenuto tranquillo e con la buona condotta gli rimangono solo un paio d’anni da scontare. Per questo è stato trasferito nel carcere di Vestfold che è un carcere di minima sicurezza, dove il cancello principale non viene chiuso a chiave. Il venticinque ottobre Varg è in libera uscita, ha un permesso di due giorni e va a far visita a sua madre. Dovrebbe rientrare in carcere entro la mezzanotte, ma non lo fa.

Ora è in fuga su di un’auto rubata. E’ sulla E6 e si sta dirigendo verso Oslo quando la polizia lo intercetta. Gli intima di fermarsi, ma lui continua la sua corsa. Due volanti sono costrette a chiudere l’auto del fuggiasco che viene così obbligato ad interrompere la sua fuga.

La corsa di Varg verso la libertà è terminata.

Ma chi è Varg Vickernes?

(Continua)

VeraJ
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giovedì, aprile 15, 2004, ore 13:18

     

Ciao Joey!

VeraJ
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domenica, aprile 11, 2004, ore 23:09

Sogni Indotti Dal Mangiare Pesante

Ho fatto un sogno.

C’erano Iggy Pop, Angus Young e Keith Richards fuori dallo studio di registrazione dei Jet e stavano minacciando di dare fuoco a tutto se non gli pagavano le royalties sui riffs che i quattro australiani avevano rubato loro. Il gruppo, barricato all’interno, schiamazzava ed urlava dicendo che non avevano copiato un bel niente e che non sapevano neppure chi fossero quei tre vecchietti invasati fuori dalla porta.

Ad un tratto Angus incomincia a sbattere la chitarra contro la porta cercando di sfondarla, ma Keith lo interrompe dicendo -Ho un’idea! Perché non usiamo un ariete? Angus si ferma e gli domanda contrariato –Ma sei fatto? Dove lo prendiamo un ariete? A questo punto interviene Iggy che esclama -E io che ci sto a fare qui?

Ascolto troppa musica, devo staccare un po’.
VeraJ
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giovedì, aprile 08, 2004, ore 12:48

JET

Get Born (Elektra)

Non capisco. I Jet, dall’Australia con furore, mi sembrano dei gran ruffiani, degli artefici spudorati del copia/incolla musicale e mi ricordano quei compagni di scuola che nei compiti in classe copiavano palesemente dal vicino riuscendo a prendersi anche un bel voto. Mi sembrano quattro facce da schiaffi che, colte in flagrante, non si vergognano minimamente di quello che hanno fatto e, anzi, ti ridono pure in faccia. Ma cosa hanno fatto questi quattro australiani? Innanzitutto hanno ascoltato molto bene Lust For Life una vecchia canzone di Iggy Pop, hanno copiato quel riff di chitarra che t’impedisce di star fermo distorgendolo quel tanto che basta a renderlo molto Ac/Dc e lo hanno posto come base per il loro singolo Are you Gonna Be My Girl. Bum! Ecco il singolo col botto. Se poi una compagnia telefonica lo assurge come colonna sonora dei suoi martellanti spot, il gioco è fatto. I Jet ridono e ne hanno ben donde. Nel disco d’esordio le cose non cambiano. Ac/Dc, Rolling Stones, Beatles, Kinks, Stone Roses, Oasis vengono scopiazzati senza troppi riguardi. Il riff iniziale di Last Chance sembra suonato da un Keith Richards ringiovanito e quasi tutti gli assoli sembrano rubacchiati ad Angus Young. Ho fatto ascoltare la canzone finale (la bonus track Sgt. Major) ad un mio amico cultore del pop in tutte le sue forme senza dirgli chi stava suonando. Dopo la prima strofa l’ignaro mi chiede sorpreso se era il nuovo singolo degli Oasis. Inutile aggiungere altro.

Ruffiani e copioni spudorati al limite del plagio senza una briciola di originalità.

Eppure…… perché li preferisco ai quasi stantii Strokes, Vines e White Stripes?          

……perché non riesco a togliere questo cd dal lettore?

……forse sono talmente spudorati da risultarmi simpatici?

Non capisco.

VeraJ
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martedì, aprile 06, 2004, ore 01:36

     

Ciao Kurt!

VeraJ
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