Burzum: Fuoco e Sangue (3 di 4)
La sera del 9 agosto Varg si crea un alibi presso una videoteca di Bergen e poi guida per sette ore fino a Oslo. E’ accompagnato da Snorre Ruch, in arte Blacktorn, un ventunenne con problemi psichiatrici che aveva suonato la chitarra ritmica nei Mayhem. Alle tre di notte i due suonano all’appartamento di Euronymous. Quando il ragazzo apre la porta e si trova davanti il Conte ne intuisce immediatamente le intenzioni ed inizia una colluttazione. Euronymous tenta di raggiungere la cucina per impossessarsi di un coltello, ma il Conte lo raggiunge e lo pugnala al petto con il coltello che aveva con sé. Ferito, Euronymous corre in stanza da letto dove tiene un fucile (arma con la quale si era ucciso Dead lo storico cantante dei Mayhem), ma il Conte lo raggiunge nuovamente pugnalandolo ripetutamente alla schiena. Euronymous con le forze residue corre fuori dall’appartamento chiedendo aiuto. Altre coltellate lo raggiungono nelle scale mentre il ragazzo urla e suona i campanelli dei vicini in un’inutile richiesta di soccorso. Una coltellata nel cranio pone fine alla sua vita.
Tutto accade sotto gli occhi impotenti di Blacktorn.
I due fuggono.
Nei giorni seguenti la polizia indaga sull’omicidio battendo tutte le piste, in particolar modo l’ambiente dei gruppi satanisti, gruppi svedesi e norvegesi rivali che si odiano profondamente. La pista svedese è confermata dalle dichiarazioni di alcuni seguaci del Conte che indicano un gruppo satanista svedese come autore del delitto.
Durante un interrogatorio condotto dalla polizia di Oslo una sedicenne amica comune sia del Conte sia di Euronymous dichiara di essere certa che a commettere l’omicidio non sia stato un gruppo satanista svedese perché gli svedesi sono troppo codardi per un atto simile. Ad uccidere Oysten è stata una persona gelosa del suo status di leader che voleva occuparne il posto. La ragazza afferma, inoltre, di essere a conoscenza del nome dell’assassino di Oysten, ma non lo rivela per paura di ripercussioni da parte del Black Circle. Ad uccidere Aarseth non è stato un estraneo, perché non era nello stile del giovane far entrare sconosciuti in casa. La ragazza parla con cognizione di causa perché conosceva bene Oysten e ci aveva convissuto per tre settimane. Oysten parlava spesso dei conflitti tra i gruppi di satanisti svedesi e norvegesi ed era certo che lo scontro sarebbe stato inevitabile.
Una settimana dopo il tragico evento la polizia arresta Varg Vikerness e Snorre Ruch per l’omicidio di Oysten Aarseth.
In barba ai diritti d'autore cito brutalmente Indymedia:
Martedi' 18 Maggio il senato ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto Urbani. Si tratta di una n
uova normativa sul diritto d'autore e sulla repressione della pirateria. Le leggi che reprimono la libera circolazione dell'informazione anche in Italia vengono inasprite fino all'ossessione. D'ora in poi, ogni opera dell'ingegno dovra' riportare il "bollino virtuale", ovvero un avviso che certifica che essa rispetta la legislazione sul copyright e informa sulle pene per chi la viola. Ma la regola si applica a qualsiasi opera immessa nelle reti telematiche. Cd, pagine web, file condivisi, persino e-mail: e gli sms no? Violare il DL Urbani sara' reato penale, se le opere verranno distribuite "per trarne profitto". La voluta vaghezza dell'espressione (prima era "a scopo di lucro") copre uno spettro ampissimo di casi, e lascera' ai magistrati l'arbitrio di carcerare per 4 anni 4 chi scarica anche un solo mp3. Oltre a questo, il DL Urbani aumenta le tasse sui supporti informatici (cd, dvd, masterizzatori), un racket destinato alla onorata Societa' Italiana Autori ed Editori (SIAE). Unica buona notizia: l'obbligo alla delazione per i provider, presente nel decreto originale nonostante violi qualsiasi rispetto della privacy, e' stato eliminato dalla proposta di legge.
Bazzico regolarmente nella mailing list del sito horror.it, un crogiuolo di cervellini mica male sui quali spicca quello del mio personal-guru, l’avv. Danny Wilde. Un paio di settimane fa l’avvocato propose il giochino che vi presento di seguito. Dato il mio interesse praticamente nullo per l’enigmistica dovuto alla scarsità di attitudine del mio neurone solitario, ignoravo l’esistenza di questo simpatico giochetto. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che il mio neurone, di solito ramingo e triste all’ennesima potenza, non solo abbia gradito, ma si sia lanciato in prestazioni di cui non lo ritenevo capace. E per qualche giorno si è sentito meno solo.
Riporto direttamente parte del post dell’Avvocato:
Il giochino probably lo conoscete tutti, si chiama "bartezzaghi" (dal figlio del celeberrimo enigmista) o
gioco dei film, gli venne dedicato anni fa un libro "Sfiga all'OK corral", edito da Einaudi.
Per chi non lo conosce, quoto la descrizione di Eco (mica cazzi): <L'esercizio consiste nel dare una definizione che sia soddisfatta dal titolo di un film o di un romanzo, in cui sia stata sostituita o eliminata una lettera. E'
accettata qualche eccezione, quando la sostituzione sia di due lettere ma alla pronuncia risulti di un solo fonema, ovvero quando la sostituzione di due lettere produca lo stesso suono del titolo originale.>
Ecco il mio contributo:
Svolta dandy dei musulmani: "4 moschee di velluto grigio".
Ed ecco i miei titoli:
HORROR
"28 giorni topo"
Un uomo si nasconde per 28 giorni assediato dai morti viventi
"The sfog"
Raccontare storie di fantasmi a mezzanotte del 21 aprile evoca spaventose eruzioni cutanee
"La tosa"
Un parassita alieno si nasconde nella lana di pecora.
"Distretto 13: le brigate della corte"
Un quartiere si rivolta a colpi di flirt selvaggi
"Fantasmi da Carte"
Gli scavi su Marte riportano in vita un'antica civiltà di giocatori di tresette.
"Scream: chi orla muore"
Suona il telefono e se rispondi mentre stai facendo l'orlo ai pantaloni..
"Profondo Rospo"
Un assassino seriale miete vittime gracidando.
"Non ho tonno"
Un pescivendolo incazzato dalla mancanza di materia prima inizia ad uccidere i clienti che la richiedono.
"L'aldilà: e tu vivrai nel terrone"
Un leghista muore e viene condannato a reincarnarsi in un napoletano.
"Paura nella città dei mirti viventi"
In una cittadina Sarda tenere pianticelle di Mirto prendono vita
"Zompi"
I morti resuscitano a suon di salti
"La casa dalle finestre che radono"
Un pittore pazzo vive un rapporto incestuoso con le due sorelle in una vecchia casa con le finestre a forma di bilama.
"1997 Figa da New York"
Una bella ragazza cerca di evadere da un supercarcere futuristico.
Il relativo remake: "Figa da Los Angeles"
"Non aprite quella porca".
Una scrofa pronta per essere trasformata in salami nasconde un terrificante segreto.
"Non aprite quella torta."
I partecipanti ad una festa di compleanno pensano che nella gigantesca torta sia nascosta un spogliarellista
TITOLI VARI
"Confessioni di una menta pericolosa"
Uno sciroppo racconta la sua vita al limite della follia
"Luna di fiale"
Luna di miele trascorsa ad iniettarsi psicofarmaci.
"Tetanic"
Una nave maestosa dopo l'urto con un iceberg arrugginisce provocando mostruose infezioni ai passeggeri.
"I cavalieri che fecero l'impreza"
La storia degli imprenditori che s'imbarcarono nella progettazione della famosa auto.
"La Miglio gioventù"
Storia di una generazione condizionata da un ideologo leghista
Abbiate pietà!
Burzum: Fuoco e Sangue (2 di 4)
Kristian “Varg” Vickerness (Varg in norvegese significa lupo) è conosciuto nel mondo dell’heavy metal come Count Grishnack (soprannome preso da un orco de Il Signore degli Anelli) ed è il factotum dei Burzum, progetto partito dal Black Metal e dipanatosi poi verso un folk-ambient dedicato al paganesimo e ai miti nordici. Varg fa parte della scena black norvegese fin dalla fine degli anni ottanta, conosce Euronymous perché quest’ultimo, oltre ad essere il proprietario di un negozio di dischi chiamato Elvete (Inferno), è anche il suo produttore con l’etichetta Deathlike Silence (che produce anche gruppi come Merciless, Abruptum ed Enslaved). Euronymous e Count Grishnack sono le figure cardine della scena Black più intransigente affiliata al Black Circle: un ordine ermetico-esoterico dedito al culto di Satana attraverso una vera e propria guerra contro il Cristianesimo ed il Giudaismo. La guerra combattuta dal Black Circle non è solo ideologica e verbale: in quegli anni incominciano i roghi ai danni delle caratteristiche chiese in legno, veri e propri monumenti nazionali, con la conseguente incriminazione di Varg.
Su questi avvenimenti bisogna aprire una parentesi.
Siamo a Upplands Vasby a nord di Stoccolma. Nel 1992 una notte di fine luglio, una ragazza diciottenne di nome Maria, affiliata al Black Circle, dà fuoco ad una casa dopo averne cosparso la porta d’ingresso e le finestre di acetone. Dentro la casa sta dormendo una famiglia composta da padre, madre e due bimbi piccoli. L’odore del fumo sveglia gli abitanti che fanno in tempo a fuggire prima che le fiamme invadano l’intera abitazione. All’ingresso viene rinvenuto un grosso coltello con uno strano messaggio: “Il Conte è stato qui e ritornerà”.
La famiglia vittima di questo attentato è quella di Christofer Jonsson cantante della band svedese Therion.
La polizia indaga sull’accaduto ed in breve tempo giunge all’arresto di Maria. Nel suo diario la ragazza dice di far parte del Black Circle e menziona più volte il Conte Grishnack come fonte d’ispirazione per il suo gesto.
Quattro giorni dopo l’incendio Jonsson riceve una lettera del Conte dove, tra le altre cose, dice di essere appena tornato da un viaggetto in Svezia a nord ovest di Stoccolma dove ha perduto un fiammifero e un disco dei Burzum. Il Conte, inoltre, non lesina minacce al cantante dei Therion.
Interrogato dalla polizia anche i merito ai roghi di tre chiese Varg proclama la sua innocenza. Non vengono riscontrate prove a suo discapito e la giovane Maria viene ricoverata in un ospedale psichiatrico per un anno.
Chiusa parentesi.
Euronymous, intanto, come leader dei Mayehm, la più importante band di Black Metal, gode di una posizione privilegiata all’interno della scena e questo non piace al Conte, anche perché Euronymous gli deve ancora pagare le royalties dei primi due dischi dei Burzum. Tra i due si instaura un rapporto fatto di gelosia e di scontri verbali che porterà ai tragici eventi del 10 agosto 1993. Euronymous dichiara che gli sarebbe piaciuto torturare a morte il Conte con un pungolo elettrico e la situazione diventa insostenibile.
(Continua)
Da alcune settimane ho il piacere e l’onore di collaborare con il grande blog di Renzo.
Colgo, quindi, l’occasione per ringraziarlo pubblicamente dell’opportunità che mi concede.
La sua rassegna stampa internazionale è un compendio imprescindibile per chi vuole scalfire la superficialità delle notizie che ci vengono vomitate addosso dai mass media. E poi come si può resistere a quelle deliziose perle dei suoi microracconti?
Un altro blog che non deve mancare nei vostri preferiti è sicuramente quello di Ava.
Il cinema è il punto di partenza da cui si dipana un’analisi intelligente e profonda dell’attualità e la passione per l’arte che permea ogni parola rende questo blog vivo e affascinante come pochi.
Ogni visita a questi due weblogs vi lascia qualcosa in dono.
E poi, detto tra noi, sono dannatamente bravi a scrivere!I lettori della rivista Q hanno votato come miglior riff di chitarra di tutti i tempi quello di Sweet Child O’ Mine dei Guns’n Roses. Quando l’ho saputo non ho nascosto il mio disappunto. Era da molto che non ascoltavo quella canzone e il riff me lo ricordavo vagamente ed eleggerlo come il migliore di tutti i tempi mi sembrava esagerato. Con tutti i riff che ci sono……
Trascorre qualche giorno. Sto guidando. Alle mie spalle il sole è basso sull’orizzonte. Come mia abitudine sto facendo un po’ di zapping radiofonico. Un dj annuncia che il prossimo pezzo in scaletta è proprio Sweet Child O’ Mine. Bene, penso, così mi rinfresco la memoria.
Poi parte la canzone.
The Deathship Has a New Captain (Prophecy)
Se ti nascondi non riuscirai a vedere e una volta calate le tenebre non ci sarà ritorno: la condanna sarà navigare nel mare dei dannati. Le ombre camminano e i morti risorgono grazie al notturno germe maledetto giunto dal mare. Sale la nebbia illuminata dalla glaciale luna piena, i dodici rintocchi del campanile sono lacerati dall’ululato del licantropo. Il bagliore dei suoi infuocati occhi demoniaci attende la vergine carne del banchetto. Uomini, schiavi senz’anima ammassati lungo le torri di Babilonia che coprono il cielo dell’oscura Metropolis: milioni di speranze stritolate dall’acciaio di macchine demoniache.
E la nebbia salirà dal mare e con essa giungerà la Nave della Morte. Partita dagli abissi dell’inferno, raggiungerà il cupo infinito del cielo. La Nave della Morte ha un nuovo capitano.
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Nove canzoni di morte, destino e orrore. Nove inni di grande orrore esclusivamente per il nostro spaventoso piacere eseguite da Allen B. Konstanz e Ulf Theodor Schwadorf. Si presenta con questa grande enfasi degna dei migliori flani horror della Hammer l’opera prima dei The Vision Bleak: The Deathship Has a New Captain. E si presenta esattamente per quello che è: un’opera composta per divertire l’ascoltatore.
Un classico heavy metal di stampo moderno con pochi fronzoli, con ritornelli che si imparano sin dal primo ascolto. Nessuna velleità prog, nessuna suite lunghissima e cervellotica, ma tanta semplicità ed immediatezza e quel pizzico d’ingenuità, come nella miglior tradizione della Hammer, questo è in sintesi il progetto dei due tedeschi. Dopo aver posto fine all’avventura del progetto Empyrium che ha partorito quattro dischi stupendi (A Wintersunset (1996), Songs of Moors & Misty Fields (1997), Where at night the wood grouse plays (1999) e Weiland (2002)) che spaziavano dal black metal al folk sinfonico, quel folle genio compositore e polistrumentista di Schwadorf si è lanciato in questo progetto di più ampio respiro, ma non meno affascinante. Il mondo dei TVB è il mondo cupo, abitato dalle nostre paure più recondite che trasciniamo con noi sin dall’infanzia. E’ un rumore sconosciuto, un’ombra che si muove, la sensazione che qualcuno ci stia seguendo, una porta che cigola, un sussurro nel buio. E’ il mondo di celluloide in bianco e nero che più di una volta da bambini ci ha fatto coprire gli occhi all’apparizione dell’Uomo Lupo o di Frankenstein. Sulla nave della morte non manca nessuno: Bela Lugosi, Lon Chaney, Boris Karloff, Christopher Lee, Vincent Price, Peter Cushing: la loro presenza aleggia vivida più che mai tra le note di queste canzoni.
Veri e propri inni horror sono la bellissima introduzione: la sinfonica A Shadow Arose e poi The night of the living dead, Wolfmoon, The Long Night Rider e la splendida rilettura del tema portante di The Fog di John Carpenter in Elizabeth Dane con tanto di voce narrante, roba da far accapponare la pelle! Echi dei defunti Empyrium riemergono nella conclusiva Deathship Symphony il pezzo più articolato e complesso del disco, mentre ho riscontrato in Metropolis, un pezzo doom poco incisivo con un riff troppo simile a Sad But True dei Metallica, l’anello debole dell’opera. La mia, in ogni caso, è pura pignoleria perché questo disco, grazie soprattutto ad un songwriting semplice, agli arrangiamenti e agli orpelli (tastiere, parti sinfoniche, voci femminili e parti recitate) che ne arricchiscono l’atmosfera rendendola molto “cinematografica”, è un vero e proprio must per gli amanti dell’horror.
La Nave della Morte ha un nuovo capitano e sta per salpare. Avete voglia di una crociera nell’incubo?
Letta su Il Mucchio Selvaggio:
Qualcuno spieghi al bassista de Le Vibrazioni che non suona nei Venom!