La musica ed io. Note, situazioni e persone che incrociano l’esistenza di VeraJ

VeraJ è seduta sul muretto di fronte ai giardini della stazione. Una bimba si dondola allegramente sull’altalena, sotto lo sguardo vigile ma un po’ annoiato della nonna. Un vigile sta scrivendo velocemente su un blocchetto, alzando sporadicamente lo sguardo per controllare la targa della macchina in divieto di sosta. In un angolino due ragazzini
Quanto avranno? Sedici, diciassette anni.
si stanno scambiando tenere effusioni come se quella fosse il primo giorno della loro storia. E forse lo è.
Ed ora cosa faccio?
Si domanda VeraJ tra sé e sé, respirando il fumo della sigaretta alla menta appena accesa.
Erano due anni che non fumava.
Nella testa rimbalza incessantemente un misto di melodie degli Smiths. Non riesce a smettere di ascoltare gli Stone Roses. Ha perfino rispolverato i Kula Shaker e stamani alle sette canticchiava fly brother fly tutta pimpante mente si recava in ufficio. Ha ricominciato a fischiettare canzoncine simpatiche come Parklife in un crogiuolo di revivalismo brit pop. Ecco come si sento in questo periodo: BritPop. E non perché si sia messa di buona lena a fare la manovale del revivalismo, provate a pronunciare queste due paroline velocemente: Britpop! Ecco, così si sente VeraJ. Spumeggiante, briosa ed anche un po’ powerflower. Che c’è di male? Nulla se non fosse che la sua vita sta danzando pericolosamente sull’orlo di uno sfascio completo da una parte e da una totale rinascita dall’altra.
Da che parte rischio di cadere?
Da che parte voglio cadere?
In ogni modo, sentirsi così adolescente non le piace. I lunghi momenti d’euforia quando muoiono lasciano troppo spazio a profonde (sempre più profonde) ed interminabili nottate colme di triste rassegnazione.
La musica sbagliata al momento sbagliato. Fa male, troppo male.
VeraJ spegne la sigaretta, si alza e, regalando un’ultima occhiata alla bambina sull’altalena, si avvia per la sua strada.
Pochi minuti dopo esce dalla Fnac con il caratteristico sacchetto di nylon bianco e senape. Dentro, custodito come un tesoro inestimabile, c’è quella pillola d’energia che le serve per scrollarsi di dosso quella melassa BritPop! che le impedisce di focalizzare le proprie energie sulla lucidità necessaria a compiere una scelta.
VeraJ si ferma, estrae il prezioso contenuto e getta il sacchetto in un bidoncino dell’immondizia.
Se ne sta lì, immobile e accigliata a scrutare il quadrato di plastica.
Speriamo in bene.
Sussurra, mettendo nello zainetto la sua copia di The Eye Of Every Storm dei Neurosis.
La musica ed io. Note, situazioni e persone che incrociano l’esistenza di VeraJ
La fine dell’anno si avvicina e con essa fioccano le classifiche dei migliori e peggiori dischi usciti.
Ve le risparmio, dicendovi solamente quali dischi usciti nel 2004 sono risultati essere per me i migliori.
In ordine rigorosamente casuale:
Franz Ferdinand Franz Ferdinand
The Soundtrack Of Our Lives Origin Vol. I
Oneida Secret Wars
Blonde Redhead Misery Is A Butterfly
Tweaker 2 a.m Wake Up Call
My Dying Bride Songs Of Darkness, Words Of Light





10 di Atanasio Eriberto Sgretoloni
Su di un quotidiano nazionale ho letto un titolo che mi ha fatto imbufalire. Diceva circa così: La Scala restituita agli Italiani.
La Scala appartiene agli italiani, ma quali e quanti? Quelli che per una prima sono disposti a spendere centinaia di euro per non capire assolutamente nulla di ciò che stanno ascoltando e vedendo, ma che devono assolutamente esserci perché è roba che conta? Per i ricconi, che magari sanno pure che cosa stanno facendo, ma che per loro un posto alla scala è come per me un posto al cineplex sotto casa con tanto di popcorn? O per i politici narcisi e presuntuosi a cui il biglietto lo paghiamo noi? Non di certo per la moltitudine di scaricatori di suonerie e mangia reality che sentendo il nome di Salieri chiederebbe in che gruppo canta o se era un concorrente del Grande Fratello.
E quelli che amano così tanto la Musica e che non possono permettersi un biglietto per la prima e forse neppure un abbonamento o che non hanno trovato nessun biglietto perché già scippato da una vecchia babbiona impellicciata che ritiene che il Rigoletto sia un biscotto e che sono costretti ad elemosinare un posto gratuito per assistere alla diretta dello spettacolo al teatro degli Arcimboldi, dopo lunghissime ed estenuanti code?
Non dovrebbe essere il loro teatro?
La Scala è sì degli italiani, ma pochi pochi.
La musica ed io. Note, situazioni e persone che incrociano l’esistenza di VeraJ

Vi dono due piccoli pensieri che fluttuano in quell'immenso spazio vuoto che c'è all'interno del mio cranio.
1 - Per assistere ai recenti Mtv European Music Awards nelle prime file, bisognava superare un colloquio per verificare se si era abbastanza cool!
Ma vaffancool!
2 - I Maroon 5 sono dappertutto, peggio delle Sorelle Lecciso.
Hanno proprio rotto i maroon!
La musica ed io. Note, situazioni e persone che incrociano l’esistenza di VeraJ

Bene, dopo lo spavento causato dalla sparizione, per fortuna temporanea, della mia creatura, rieccoci in pista.
C'è solo un piccolo problema: non ho più voglia di ascoltare musica.
Non è roba da poco se consideriamo il fatto che Silverfish è un blog prettamente musicale. E se aggiungiamo che lo Sgretoloni si è volatilizzato nel nulla (periodicamente svanisce e nessuno sa dove sia), rimane ben poco da dire.
Non leggo, non vado al cinema, non faccio sport e non guardo la tv. L'unica cosa che faccio è aumentare il tasso alcoolico del mio sangue.
Potrei parlarvi delle mie visioni indotte dall'alterazione alcoolica.
Prima di sparire come Syd Barret.