Ascoltando Pictures Of You dei Cure
Non ho mai strappato una foto. Non ne ho mai avuto il coraggio. Una l’ho bruciata, molto tempo fa. All’epoca vissi l’episodio come una liberazione, una catarsi. Il fuoco stava divorando dei ricordi divenuti insopportabili nella loro bellezza macchiata da una fine che non avrebbe dovuto essere così……… squallida. Ora mi dispiace averla bruciata. Mi piacerebbe guardare nuovamente quel volto che ora è solo un ricordo sbiadito dal tempo. Lo stesso tempo che ha sanato una ferita che sembrava insanabile. Avrei dovuto conservare quell’immagine e nasconderla aspettando che il tempo portasse a termine il suo compito.
Non riuscirei a sopportare il rumore di un’immagine strappata. Sarebbe come gettare sale su di una ferita aperta, impedendole di cicatrizzarsi. O forse è solo la paura di dimenticare………

E’ venerdì sera e sto tornando a casa. Sono in macchina. Quando sono solo ho la brutta abitudine del piede pesante sull’acceleratore. Stasera, poi, ho anche fretta. Corro, superando auto che sembrano lumache con le ruote, che mi rallentano e m’innervosiscono. A farmi compagnia ci sono i Trail Of Dead. La mia musica ed io, soli: come tutte le sere due vecchi amanti che cercano d’ingannare la mezzora di traffico, sempre uguale e monotono. Una coda, come al solito. Il piede si fa leggero. All’orizzonte il sole sta tramontando. E’ una grande palla di fuoco che cerca di nascondersi dietro alberi spogli. Il cielo si sta tingendo di rosa scuro. E’ un’immagine che scalda. Suona il cellulare. Stranamente l’ho in tasca, di solito è sparpagliato da qualche parte e mi costringe a contorcermi per recuperarlo.
Sul display lampeggia un nome. Sono le lettere che speravo.
All White ricama di soffici emozioni il suono di una voce dolce.
--Hai visto che bel tramonto c’è stasera?
I momenti più belli nella vita sono quelli fatti di poche cose: un tramonto, bella musica in sottofondo e la voce di chi è importante.
And The World Looks Like Heaven
It’s All White
Questa sera vi porgo due pensieri, per me, importanti. Il primo è un pezzo che scrissi tempo fa su Renzopensiero, mi è molto caro e spero lo apprezzerete. Il secondo è un addio a un libro importante, che mi ha dato molto e che non dimenticherò mai. Li trovate subito dopo questo post.
Questa settimana ho letteralmente consumato il disco degli Autumns, vera musica da kleenex. Come piace a me. Se avete tempo e voglia potete leggere la mia opinione in merito su AprileOnline. Gli ultimi dischi acquistati (oggi) sono il debutto dei Kasabian e Some Cities dei Doves, che mi sta tenendo compagnia in questo momento. E che compagnia.......
Se siete così innamorati della vostra VeraJ da non poter resistere senza leggere qualcosa di suo neppure durante il fine settimana tenete d'occhio Renzopensiero (anche se il blog di Renzo dovrebbe essere il vostro pane quotidiano), dovrebbe comparire qualcosa di mio.
Renzo è un grande, sappiatelo. A lui devo molto.
Tsugumi ed io ci siamo incontrati molti anni fa, una bellissima giornata di primavera. Ci sono libri che ti
chiamano, Tsugumi è uno di essi. E’ stato amore a prima vista. Da allora l’ho letto e riletto e l’ho amato. In quelle pagine ci sono i miei vent’anni.

Quando si è stanchi di cercare il senso delle cose in ogni strada, in ogni angolo e quando la consapevolezza che le cose belle non possono durare permea ogni strato della coscienza, neppure l'amore riesce a sanare le ferite più profonde. Ed è allora che l'amore diventa una lama affilata che divide e lacera scolpendo nei cuori lesioni profonde a volte insanabili. E l'abitudine diviene acido che corrode sentimenti e ambizioni, precipitandoli nel grigiore mediocre della quotidianità e facendo affiorare risentimenti e marcire le emozioni. Come anime morte vaghiamo senza scopo chiedendoci perché ciò per cui il cuore si scaldava, ora suscita null'altro che indifferenza. Estranei che si conoscono da anni chiusi in gelide camere da letto dove neppure gli sguardi s'incontrano. Corpi che continuano a cercare quella scintilla che teneva accesa la passione di un amore che sembrava eterno. Non bastano i piccoli attimi in cui la scintilla riappare come una lucciola solitaria in una notte senza luna. Troppo brevi questi frammenti per scalfire la corazza d'indifferenza che ricopre il cuore. E rendono ancora più amara la consapevolezza che ciò che è stato mai più potrà tornare. E ci si gira su un fianco a guardare un muro sempre più vicino e sempre più alto. E ogni volta che questa scintilla tornerà a galla, l'amore strazierà. Ancora di più. Sempre di più. Anche quando potrà sembrare che le sensazioni che ci emozionavano fino al punto di farci piangere sembrano tornare ad abitare nel nostro cuore, le uniche lacrime che verseremo saranno quelle della triste certezza che l'amore ci strazierà. Di nuovo.

Non avevo grandi aspettative riguardo a questo film nonostante dichiarazioni pubblicitarie roboanti come tra i cento film più belli della storia del cinema. Non mi fido della pubblicità. M’incuriosiva però l’ambientazione anni ottanta, millenovecentoottantotto per la precisione, quando il sottoscritto era un imberbe sedicenne. E poi la colonna sonora. Quando ho letto che c’era la mia amata Love Will Tears Us Apart sono corso a noleggiarlo.
Sin dall’inizio, con l’albeggiare al suono di Killer Moon di Echo & The Bunnymen sono tornato di getto indietro negli anni. Ho perciò visto tutto il film racchiuso in un guscio nostalgico molto piacevole. I riferimenti agli anni ottanta sono quasi tutti nella colonna sonora, la già citata canzone dei Joy Division, Notorius dei Duran Duran, Under The Milky Way dei The Church e poi i Tears For Fears e gli Inxs, a parte una citazione di It di Stephen King e i continui riferimenti a Dukakis. Il film si dipana tra incubi neppure troppo inquietanti e storie adolescenziali. Il tutto senza grossi scossoni, ma anche senza quella banalità che caratterizza i teen-movies americani. Il Donnie, adolescente disadattato suscita una certa simpatia, ed il mistero del “coniglio” Frank riesce ad essere abbastanza intrigante. Le personalità degli adulti sembrano essere quasi accennate come a farli apparire molto distanti dal mondo degli adolescenti, che risultano essere nel caso dei due protagonisti più adulti e consapevoli degli adulti stessi. Padri emotivamente inesistenti e madri fragili, professori impegnati a difendere il proprio impiego o i loro ideali o il proprio mondo fatto di menzogne. Il tutto in un atmosfera di catastrofe incombente che riesce a far sembrare gli eventi banali di una vita di tutti i giorni quasi surreali. Su questi binari il film si muove discretamente, senza risultare, però il capolavoro che molti declamano. Ma poi arriva l’aperto e bellissimo finale. E il film decolla definitivamente.
Le canzoni hanno il magico potere di giocare sulle emozioni, l’accostamento delle immagini “giuste” crea un connubio che riesce a far sembrare grande anche ciò che, oggettivamente, non lo è. La scena della festa è una di queste piccole cose che, con la complicità di due capolavori in musica, che giocano con i ricordi delle nostre adolescenze, diventano immense.
Potremmo Essere Eroi è stato pubblicato su WriteUp! di febbraio. Una bella emozione.
Ascoltando Heroes di David Bowie 
Ha senso ribellarsi a tutto questo?
Ne vale davvero la pena?
Vale la pena mettere in discussione una vita fatta di certezze, forse labili, ma sempre certezze?
E per cosa?
Per essere eroi anche solo per un giorno?
Domande che rimbalzano dalla testa al cuore e che frenano quell’incosciente coraggio che permetterebbe di ribellarsi ad una vita costruita su fondamenta sbagliate ed erose dai dubbi.
Ho sbagliato tutto, in tutto.
L’ho sempre saputo, ma ho sempre fatto finta di nulla. Ho finto di essere felice del mio mondo e a volte sono riuscito anche a crederlo.
Questo è stato lo sbaglio più grande: ho creduto che il mio mondo e la mia vita fossero perfetti. Ho dato per scontate troppe cose. Ho dato per scontato l’amore. E sono caduto.
Ho visto l’amore spegnersi poco alla volta. E più si spegneva più lo guardavo impotente, senza aver nulla per poterlo alimentare. Ne ho raccolto le braci ancora calde e mi sono sentito morire.
Poi sei comparsa tu. Ed il mio cuore ha ricominciato a battere.
Sebbene niente ci terrà uniti
Potremmo rubare un po' di tempo,
per un solo giorno
Possiamo essere Eroi, per sempre
Che ne dici?
Le parole di Heroes mi fanno compagnia in questi giorni.
Forse è arrivato il momento di ribellarsi e di spiccare il volo verso una nuova vita. Mi manca, però, il coraggio di saltare. La paura di sfracellarmi mi blocca, ma se non salto rimarrò con un altro, l’ennesimo, rimpianto a farmi compagnia. Eppure non ci riesco.
Paure, quante paure. Perché per ribellarsi ci va così tanto coraggio? O forse è solo una questione d’incoscienza? Un attimo di (non)lucidità in cui l’unico stimolo nervoso che proviene dal cervello è quello d’innescare la miccia. La ribellione è un salto nel buio.
Sebbene niente ci terrà uniti
Potremmo rubare un po' di tempo,
per un solo giorno
Possiamo essere Eroi, per sempre
Che ne dici?
Non avrò mai il coraggio di (ribellarmi) aprirmi.
Mi limito a guardarti sorridere con quelle labbra rosse dai contorni decisi e precisi sulle quali perdersi.
Labbra che nascondono un sorriso che è pugnale che trafigge il cuore e lo lascia agonizzare.
Mentre i pensieri volano fin dove le mie dita possono toccare quelle labbra, seguirne i contorni e accarezzare la loro pienezza. Dove quelle labbra incontrano le mie in un’esplosione di sensazioni come di colori che si uniscono nell’arcobaleno.
Sebbene niente ci terrà uniti
Potremmo rubare un po' di tempo,
per un solo giorno
Possiamo essere Eroi, per sempre
Che ne dici?
E se anche il tuo cuore battesse per me, riusciremmo a staccare entrambi gli ormeggi dalle nostre vite?
Ne avremmo il coraggio?
Se lo facessimo forse potremmo essere eroi, ribelli anche solo per un giorno.
Un giorno che porteremo con noi per sempre.
Vorrei stringerti tra le mie braccia e, in silenzio, ascoltare il tuo respiro.
A volte ho la sensazione che le mie emozioni volino via verso un mondo che non potrà mai esistere.
La musica ed io. Note, situazioni e persone che incrociano l’esistenza di VeraJ

Ch ch ch Changes!
Cambiamenti! Silverfish è un’entità mutaforma e come tale cambia nuovamente contenuti. Explicit Lyrics sarà diliuto nel tempo: l’ultima volta che lo Sgretoloni è stato avvistato si trovava su una spiaggia brasiliana comodamente adagiato in un’amaca. Sembra che non abbia l’intenzione di tornare, ma se trova una connessione ad internet si è detto disponibile a continuare la sua opera di distruzione del benpensare comune.Spazio a qualche pensiero dettato dalle arti visive, cinema e fumetti, ma anche un po’ di pittura per quanto il sottoscritto cerchi di capirne. Nessuna recensione, solo emozioni e pensieri. La musica sarà sempre il punto di partenza, ma da essa si dipaneranno storie e persone, reali o immaginarie tali da creare una sorta di raccolta di emozioni ed esperienze.Spero che la cosa risulti essere intrigante anche per i lettori di Silverfish.Ho preso questa decisione a causa delle collaborazioni che ho intessuto ultimamente e che rischiavano di far diventare questo blog una sorta di doppione. Le recensioni e gli “articoli” musicali migrano verso altri lidi.Se le recensioni dei dischi che ascolto non vi facevano vomitare potete trovarle qui, ogni sabato, mentre sul fondamentale Renzopensiero, sempre durante il fine settimana, c’è il mio consueto delirio musicale.
State bene.