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ENGINEERS

Engineers

Qualcuno ricorda lo shoegazer? Quello stile musicale fatto di melodie sognanti intarsiate da un sottofondo onirico ricamato da chitarre che sfociavano quasi nel noise e i cui interpreti erano soliti guardare a terra, mentre si esibivano, in una sorta di timidezza o riservatezza (o disprezzo?) nei confronti del pubblico (da qui il termine shoegazer: ammiratori di scarpe)? Genere che trovò negli anni novanta i massimi esponenti nei Ride e nei My Bloody Valentine. Il movimento non è totalmente estinto, ma a livello underground è ancora vitale e ogni tanto genera qualche sorpresa, come i londinesi Engineers. Essi partono sì da quel movimento, alcuni fraseggi di chitarra risentono molto dell’influenza dell’epocale Loveless dei My Bloody Valentine, ma ne rifuggono gli eccessi come la lunghezza delle composizioni e certo rumorismo fuori bersaglio, mantenendosi però ancorati a quella melodia onirica e malinconica che ne caratterizza il mood. Ed è appunto la melodia a regnare incontrastata tra le tracce di questo disco anche se non è una melodia immediatamente accessibile. Specialmente durante i primi ascolti sembra che l’armonia non sia a fuoco, come se fosse solo accennata o nascosta. Una volta scovata, però, essa si rivelerà in tutta la sua magnifica e schietta eloquenza. Le sonorità vocali sono quasi sussurrate come nel miglior stilema shoegazer e poggiano su vortici di chitarra mai assordati o, peggio, ingombranti, che rischierebbero di appesantire un lavoro di non facile fruizione ma innegabilmente affascinante.

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Postato da VeraJ alle 12:25 di sabato, maggio 28, 2005
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La Prinz

La carissima Ava mi porge la Prinz e io l’accetto volentieri: 

1. Volume di file musicali sul mio portatile. 

Non possiedo un portatile 

2. L'ultimo CD che ho comprato. 

Melody Club: Face The Music

3. Canzone che sto ascoltando ora. 

Dresden Dolls: Missed Me 

4. Le cinque canzoni della vita o di questi ultimi tempi
Una lista simile è impossibile ma proviamoci………

- "Astronony" Blue Oyster Cult

- "Heroes” David Bowie 

- "Voglio Una Pelle Splendida" After Hours

- "Killing A Boy" Melody Club

- "Life Is Killing Me" Type O Negative


5.
Passo la staffetta a:  aborro le “catene di S.Antonio” quindi lascio la “staffetta” a chiunque sia desideroso di cimentarsi! 

Cheers! 

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Postato da VeraJ alle 12:10 di sabato, maggio 28, 2005
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THE HIVES

Veni Vidi Viciuos

Come non innamorarsi di un titolo del genere? Maturato in tempi non sospetti (nel duemila), quando il revival punk rock che permea le sonorità odierne era ancora in embrione, questo disco, nel giro di un lustro, è diventato un piccolo-grande classico nel suo genere. Poco meno di mezz’ora per delle canzoncine elettriche sparate a mille con dei ritornelli semplicissimi: questo è Veni Vidi Vicious. In sostanza è l’essenza del punk. Pochi semplici accordi e alta velocità. Stop. Se aggiungiamo che ad ascoltare e riascoltare questo disco non ci si annoia mai, e che si può trovare ad un prezzo conveniente (intorno agli undici euro), l’acquisto è d’obbligo. Sempre che amiate il genere, s’intende.

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Postato da VeraJ alle 14:51 di sabato, maggio 21, 2005
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HOLLYWOOD PORNSTARS

The Year Of The Tiger

Le pornostar di Hollywood arrivano dal Belgio e dopo il successo del mini album All on the S!x” pubblicato a settembre e un’intensa attività live, giungono alla pubblicazione del loro primo full lenght a pochissimi mesi di distanza dal loro piccolo esordio. La peculiarità stilistica del frizzante combo (Anthony Sinatra e Redboy entrambi voce e chitarra) è un’esplosiva miscela pop-punk che alterna momenti tirati con riff di chitarra azzeccati (l’iniziale Actarus è da manuale), melodie e coretti pop molto accattivanti che più di una volta strizzano l’occhio alla scuola inglese. Difficile resistere e non battere il piedino di fronte alla semplicità disarmante di queste composizioni che scorrono leggere lasciando l’ascoltatore decisamente soddisfatto. Pur non essendo un capolavoro questo disco si fa comunque apprezzare per la freschezza compositiva e qualche buon spunto di originalità. E di questi tempi non è poco. Un’occhiata anche ai testi, semplici ma non banali, tra l’impegnato e il divertito.

Sono sempre carino, anche quando non lo sono. Cammino come Fonzie e mi sento così forte! 

Come dargli torto?

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Postato da VeraJ alle 14:48 di sabato, maggio 21, 2005
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Watchmen
Ci sono due modi per accostarsi ad un fumetto di Alan Moore. Il primo è quello di leggerlo e prenderlo per quello che (all’apparenza) è e cioè un semplice fumetto captando così forse in cinquanta per cento di quello che l’autore americano distilla nelle sue opere. Il secondo è quello di leggerlo cercando di carpirne tutti i riferimenti storico culturali e le citazioni palesi e non che il geniale autore semina qua e là. Purtroppo per questa seconda opzione serve un’ottima conoscenza della lingua e della cultura anglosassone oppure affidarsi ad una buona traduzione con tutti i rischi del caso. Comunque anche nel nostro italico idioma leggere la Lega Degli Uomini Straordinari è una vera e propria goduria,  From Hell è una discesa in bianco e nero negli inferi mentre Prometea è un vero e proprio labirinto esoterico da cui è difficile districarsi. Ma c’è un’ opera di Moore che è imprescindibile: Watchmen. Watchmen è la rivoluzione. Super Eroi che non hanno nulla di super. Niente poteri. Solo forza, agilità e sangue freddo. E l’integrità morale non è sempre solida. I Super Eroi di Watchmen sono esseri umani con i loro pregi e i loro difetti, forse solo con un ego più grande delle altre persone che li spinge a mascherarsi e prendere a botte i criminali. Questa è la rivoluzione. Niente vista a raggi x, super forza, senso di ragno e mutazioni varie: solo muscoli. Ambientato durante la guerra fredda che gela gli animi in una morsa di paura e diffidenza dove il terrore si chiama Russia e la guerra nucleare. Il governo ha dichiarato fuorilegge i vigilanti mascherati e così gli eroi sono costretti a trovarsi un lavoro normali o andare in pensione. Ma qualcuno inizia a morire. E non si tratta di morte naturale. Ritratto sociologico della seconda metà degli anni ottanta, Watchmen ha tracciato un netto e profondo solco nella storia del fumetto super eroistico cancellando quella patina adolescenziale che la Marvel spruzzava sulle proprie produzioni, facendo entrare il mondo degli Eroi nell’età cinica e disincantata degli adulti. Amarlo incondizionatamente o odiarlo visceralmente, non ci sono vie di mezzo. Watchmen non lascia indifferenti.
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Postato da VeraJ alle 21:02 di martedì, maggio 10, 2005
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Pensiero Superficiale

Svegliarsi e trovare una canzone abbracciata ai pensieri 

Avere voglia di sentire nell’aria quelle note

Stringimi madre ho molto peccato

ma la vita è un suicidio

l'amore un rogo

e voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida

Cercare il disco maledicendo il disordine.

Trovarlo e soffermarsi un attimo a guardare la copertina.

Senza un finale che faccia male

coi cuori sporchi e le mani lavate

a salvarmi vieni a salvarmi

salvami bacia il colpevole se dice la verità

Cercare la canzone e premere play. 

E quando iniziano le prime note chiudere gli occhi.

Passo le notti nero e cristallo

a sceglier le carte che giocherei

a maledire certe domande

che forse era meglio non farsi mai

E trovare la canzone più bella di come la si ricordasse.

E volare nelle note. Sentirsi appagati.

Voglio un pensiero superficiale

che renda la pelle splendida

a salvarmi vieni a salvarmi

salvami bacia il colpevole se dice la verità

Iniziare a cantare. Piano.

E poi alzare la voce, fino quasi a sgolarsi.

Voglio un pensiero superficiale

che renda la pelle splendida

E poi ricominciare. Di nuovo.

Di nuovo. Di Nuovo. Di nuovo. E Di nuovo.

Voglio un pensiero superficiale

che renda la pelle splendida

Voglio un pensiero superficiale

Voglio un pensiero superficiale

Voglio un pensiero superficiale 

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Postato da VeraJ alle 20:49 di lunedì, maggio 09, 2005
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Fiera Del Libro di Torino
VeraJ sarà in zona venerdì 6 maggio.......se c'è qualche blogger nei paraggi faccia un fischio!
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Postato da VeraJ alle 21:53 di lunedì, maggio 02, 2005
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