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Engineers

Qualcuno ricorda lo shoegazer? Quello stile musicale fatto di melodie sognanti intarsiate da un sottofondo onirico ricamato da chitarre che sfociavano quasi nel noise e i cui interpreti erano soliti guardare a terra, mentre si esibivano, in una sorta di timidezza o riservatezza (o disprezzo?) nei confronti del pubblico (da qui il termine shoegazer: ammiratori di scarpe)? Genere che trovò negli anni novanta i massimi esponenti nei Ride e nei My Bloody Valentine. Il movimento non è totalmente estinto, ma a livello underground è ancora vitale e ogni tanto genera qualche sorpresa, come i londinesi Engineers. Essi partono sì da quel movimento, alcuni fraseggi di chitarra risentono molto dell’influenza dell’epocale Loveless dei My Bloody Valentine, ma ne rifuggono gli eccessi come la lunghezza delle composizioni e certo rumorismo fuori bersaglio, mantenendosi però ancorati a quella melodia onirica e malinconica che ne caratterizza il mood. Ed è appunto la melodia a regnare incontrastata tra le tracce di questo disco anche se non è una melodia immediatamente accessibile. Specialmente durante i primi ascolti sembra che l’armonia non sia a fuoco, come se fosse solo accennata o nascosta. Una volta scovata, però, essa si rivelerà in tutta la sua magnifica e schietta eloquenza. Le sonorità vocali sono quasi sussurrate come nel miglior stilema shoegazer e poggiano su vortici di chitarra mai assordati o, peggio, ingombranti, che rischierebbero di appesantire un lavoro di non facile fruizione ma innegabilmente affascinante.
La carissima Ava mi porge la Prinz e io l’accetto volentieri:
1. Volume di file musicali sul mio portatile.
Non possiedo un portatile
2. L'ultimo CD che ho comprato.
Melody Club: Face The Music
3. Canzone che sto ascoltando ora.
Dresden Dolls: Missed Me
4. Le cinque canzoni della vita o di questi ultimi tempi
Una lista simile è impossibile ma proviamoci………
- "Astronony" Blue Oyster Cult
- "Heroes” David Bowie
- "Voglio Una Pelle Splendida" After Hours
- "Killing A Boy" Melody Club
- "Life Is Killing Me" Type O Negative
5. Passo la staffetta a: aborro le “catene di S.Antonio” quindi lascio la “staffetta” a chiunque sia desideroso di cimentarsi!
Cheers!
Veni Vidi Viciuos

Come non innamorarsi di un titolo del genere? Maturato in tempi non sospetti (nel duemila), quando il revival punk rock che permea le sonorità odierne era ancora in embrione, questo disco, nel giro di un lustro, è diventato un piccolo-grande classico nel suo genere. Poco meno di mezz’ora per delle canzoncine elettriche sparate a mille con dei ritornelli semplicissimi: questo è Veni Vidi Vicious. In sostanza è l’essenza del punk. Pochi semplici accordi e alta velocità. Stop. Se aggiungiamo che ad ascoltare e riascoltare questo disco non ci si annoia mai, e che si può trovare ad un prezzo conveniente (intorno agli undici euro), l’acquisto è d’obbligo. Sempre che amiate il genere, s’intende.
The Year Of The Tiger

Le pornostar di Hollywood arrivano dal Belgio e dopo il successo del mini album “All on the S!x” pubblicato a settembre e un’intensa attività live, giungono alla pubblicazione del loro primo full lenght a pochissimi mesi di distanza dal loro piccolo esordio. La peculiarità stilistica del frizzante combo (Anthony Sinatra e Redboy entrambi voce e chitarra) è un’esplosiva miscela pop-punk che alterna momenti tirati con riff di chitarra azzeccati (l’iniziale Actarus è da manuale), melodie e coretti pop molto accattivanti che più di una volta strizzano l’occhio alla scuola inglese. Difficile resistere e non battere il piedino di fronte alla semplicità disarmante di queste composizioni che scorrono leggere lasciando l’ascoltatore decisamente soddisfatto. Pur non essendo un capolavoro questo disco si fa comunque apprezzare per la freschezza compositiva e qualche buon spunto di originalità. E di questi tempi non è poco. Un’occhiata anche ai testi, semplici ma non banali, tra l’impegnato e il divertito.
Sono sempre carino, anche quando non lo sono. Cammino come Fonzie e mi sento così forte!
Come dargli torto?

Svegliarsi e trovare una canzone abbracciata ai pensieri 
Avere voglia di sentire nell’aria quelle note
Stringimi madre ho molto peccato
ma la vita è un suicidio
l'amore un rogo
e voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida
Cercare il disco maledicendo il disordine.
Trovarlo e soffermarsi un attimo a guardare la copertina.
Senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi e le mani lavate
a salvarmi vieni a salvarmi
salvami bacia il colpevole se dice la verità
Cercare la canzone e premere play.
E quando iniziano le prime note chiudere gli occhi.
Passo le notti nero e cristallo
a sceglier le carte che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio non farsi mai
E trovare la canzone più bella di come la si ricordasse. E volare nelle note. Sentirsi appagati. Voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida a salvarmi vieni a salvarmi salvami bacia il colpevole se dice la verità Iniziare a cantare. Piano. E poi alzare la voce, fino quasi a sgolarsi. Voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida
E poi ricominciare. Di nuovo.
Di nuovo. Di Nuovo. Di nuovo. E Di nuovo.
Voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
Voglio un pensiero superficiale
Voglio un pensiero superficiale
Voglio un pensiero superficiale
Riferimenti