All’elenco delle più belle canzoni della storia della musica, Patti Smith, Rolling Stones e Clash per citare alcuni degli artisti coinvolti, saccheggiate dalle pubblicità per ridurle a beceri jingle, si è aggiunta da poco tempo Perfect Day di Lou Reed. E anche in questo caso i soldi hanno calpestato la dignità di un artista e con tanto di suo beneplacito, ben contento di guadagnare qualche soldo in più, come se non n’avesse già abbastanza. E a noi poveri appassionati di musica che con essa ci emozioniamo a tal punto che alcune canzoni diventano le nostre canzoni, non rimane altro che soffrire sentendo cantare oggi è un giorno perfetto per reclamizzare dei piselli surgelati.
Tornare indietro nel tempo di vent’anni e ritrovarsi con i pantaloni a sigaretta stretti sulle caviglie modello acqua alta e le giacche con le spalline che facevano tanto Robocop e le pettinature assurde, gioia dei produttori di lacca e gel; la fiera delle permanenti. E ritrovarsi agghindati di cotanta couture a ballare alle feste di compleanno dove ti tocca quasi sempre la scopa a fine canzone e ti tocca pure fare la penitenza oltre all’umiliazione di ritrovarsi a ballare con un pezzo di legno. E cercare con lo sguardo la bella di turno che, a rivederla nelle foto d’epoca, poi tanto bella non era e che puntualmente ballava sempre con quello che ti stava più sulle palle e forse ti stava sulle palle perché era quello che ballava sempre con la bella. E rimanere imbambolato con una birra in mano a soffrire al suono di un sintetizzatore perché non si trova il coraggio d’invitarla a ballare per la paura di un rifuto che potrebbe sbriciolare una già fragile dignità e seppellire ancora più in basso un’autostima già sepolta da tempo. E dire “ma sì, chi se ne frega di un’altra figura di merda” e lanciarsi in una sfida più che con se stessi che con l’oggetto del proprio desiderio. E quando arriva il sì, inaspettato ed improvviso, farsi prendere dal panico e sentire la propria voce dentro la testa che urla a squarciagola “E adesso che faccio?”
Che Freddy Kruger fosse diventato una macchietta, si poteva evincere benissimo dagli ultimi filmacci insulsi della serie Nightmare, ma vederlo “leccarsi gli artigli” nella pubblicità dei Fonzies significa una cosa sola: la morte definitiva di un boogey man davvero inquietante nei fasti del suo esordio. Sono cose che fanno male agli orfani degli anni ottanta, anche se, a dirla tutta, la pubblicità in questione è carina.
Un’indagine dell’Eurispes rivela che: il 68,7% dei cattolici italiani è favorevole ai Pacs, il 65,6% dei cattolici difende la legge sul divorzio e il 77,8% è contrario al divieto dell'eucarestia ai divorziati, l'83,2% si dichiara favorevole all'interruzione volontaria di gravidanza se la vita della madre è in pericolo, il 72,9% se ci sono gravi anomalie e malformazioni del feto e nel 61,9% in caso di violenza sessuale.
Che sia giunta l’ora della sveglia in Vaticano? Dubito, ma ritengo che sia un segnale importante del forte malessere di molti cattolici che non si rispecchiano più in un Chiesa sempre più serrata su posizioni intransigenti sulle cosiddette questioni morali.
Ciampi: --Discordia dannosa per tutti! Meno male che c’è lui a ricordarci queste cose!
Celentano querela Chiambretti reo di aver utilizzato nella sua trasmissione Markette un imitatore del molleggiato facendogli dire un sacco di stronzate (come l’originale, del resto) senza avvertire il pubblico che quello era un imitatore e non il vero Celentano. E meno male che l’ex ragazzo della via Gluck era il paladino della libertà di satira ed espressione!
Stasera ricomincia il Grande Fratello. Meno male!
Non ho ancora capito se Julian Cope sia un pazzo scatenato o se stia prendendo in giro il mondo intero. Probabilmente si tratta di entrambe le cose con l’aggiunta di quel pizzico di sostanze stupefacenti che insaporisce il tutto. Comunque sia il buon Julian rimane sempre un personaggio affascinante e sincero e la lettura della sua autobiografia non fa altro che avvalorare questa tesi. Lontano anni luce dal patinato mondo delle rock star multimilionarie la vita del nostro ha conosciuto momenti di gloria con i Teardrop Explodes mentre la sua carriera solista si è districata tra dischi belli e meno belli, tra alti e bassi che sono lo specchio del carattere e l’attitudine incostante dell’uomo Cope. Ed è proprio l’uomo, non l’artista, ad emergere da questa autobiografia. Un uomo con le proprie debolezze, invidie, errori, ma anche le idee e le certezze e una dignità (soprattutto artistica) di fondo che lo rendono, paradossalmente al proprio carattere, un uomo coerente. Gli anni del punk e della new wave, di cui i Teardrop furono tra gli esponenti di rilievo, rivivono in queste righe colme di aneddoti sui gruppi inglesi dell’epoca senza essere inquinati da malinconici sentimentalismi. E’ il ritratto lucido e disincantato d’un tempo andato anche se è un ritratto logicamente “di parte” e forse il bello è proprio questo. Dove lo trovate un altro artista che parla senza troppi giri di parole della sua eterna gelosia nei confronti di un altro artista (Ian McCulloch Degli Echo & The Bunnymen), che pensa solo di essere uno sfigato e un insicuro e dove ammette di aver copiato a destra e a manca per comporre le proprie canzoni?
Lunga vita allo sciamano del Rock!
Julian Cope -- Head On/Repossessed -- Lain Books (pp. 704 - € 18.50)
(per un approfondimento vi rimando alla mia recensione del suo ultimo disco, cliccate qui)
Un uomo che non si sa chi sia. Non si sa quando e dove sia nato. Un uomo che esiste da sempre. Un uomo che vive e non può morire. Nei suoi occhi s’intrecciano memorie di secoli lontani e nella sua mente giace la storia dell’ intera umanità. Nessuno sa quale sia il suo scopo, forse nemmeno lui. E ‘ un attore che recita un ruolo fondamentale, anche se nascosto, nelle umane vicissitudini. Un angelo (o un demone) capace di cambiare il corso della storia, come se stesse correggendo gli errori di un disegno imperscrutabile o se lo stesse semplicemente portando a termine. Il suo sguardo freddo nasconde la nostalgia di epoche morte e la rassegnazione ad una condizione che neppure lui comprende in pieno. Marionetta tre le marionette in un emozionante gioco grafico di chiaroscuri; gioia per gli occhi e cibo per la mente.
A. Breccia e H. Oesterheld
MORT CINDER - IL VAGABONDO DEL TEMPO
I Classici Del Fumetto Di Repubblica - Serie Oro
Un romanzetto dalla facile lettura, complice anche una scrittura a tratti banale, dei personaggi stereotipati quasi privi di spessore psicologico ed un finale consolatorio degno delle migliori soap operas, il cui unico pregio è quello di avvalersi di un (vero) enigma che da anni entusiasma gli appassionati di cose misteriose, ovvero la ricerca del Graal. Per chi si è già addentrato dentro questo mistero il Codice è una lettura superflua per tutti gli altri la lettura è consigliata anche solo per dare una sbirciatina in un mondo a suo modo affascinante, a patto che non ci si fermi qui e si approfondisca il tema con letture più serie che susciteranno sicuramente emozioni più intense di questo best seller.
Se alle feste siete di quegli sfigati che se ne stanno in un angolino con un bicchiere di coca in mano, magari a sparlare di quelli che, sbattendosene di tutto e tutti, pensano solo a divertirsi noncuranti di quello che gli altri (gli sfigati) pensano (a proposito ma che ci venite a fare alle feste? Statevene a casa ad ascoltare Devendra Banhart) allora questo disco non ascoltatelo. Anzi, non guardatelo neppure. Se lo vedete in una vetrina abbassate le sguardo e passate oltre, perché non ne siete degni! Se invece siete quelli a cui piace ballare, saltare e cantare a squarciagola anche se la vostra voce è come le unghie che grattano una lavagna, allora i Franz Ferdinand sono per voi, solo per voi.
E se qualche sfigato vi chiede di prestarglielo, bè forse fareste meglio ad accogliere la sua richiesta. Forse alla prossima festa si divertirà anche lui.
Pensieri sparsi d’inizio anno.
Un “bel” titolo di Repubblica: Pace, Ciampi scrive al Papa “Serve un impegno comune”.
Detto da un tizio che nel 2005 ha stretto un massiccio accordo per l’esportazione d’armi con la Cina, fa ben sperare.
Il sindaco di Venezia vieta i botti in Piazza San Marco. Non solo non è ascoltato, ma la suddetta piazza è ridotta peggio di una latrina. Idem per l’olimpica Torino.
Da Gennaio aumenterà un po’ tutto: luce, gas, telefono e autostrade. Però si potrà di nuovo mangiare la Fiorentina, se avanza qualche Euro.
Gennaio, aumenti a parte, è un bel mese perché si può comprare a metà prezzo quello che gli altri hanno comprato prima di Natale.
Ho visto un inquietante documentario indipendente sulla tragedia dell’undici settembre ma c’è ancora qualcuno che crede che le cose siano andate come vogliono farci credere?
Questo nuovo anno ci porterà, oltre alle Olimpiadi Invernali e ai Mondiali di Calcio, le Elezioni Governative. La scelta è tra un nano pelato megalomane e una mortadella con gli occhiali dislessica.
Per fortuna tra poco ricomincia il Grande Fratello!
P.S. E' uscito il nuovo numero de Il Mucchio.
Fatevi un regalo!