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Postato da VeraJ alle 12:03 di venerdì, dicembre 22, 2006
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Categorie del post: deliri Grazie per i vostri commenti |commenti (1)

Le ho conosciute da poco e già se ne vanno. Le Organ si sono sciolte. Fine della (breve, ma bella) storia. E per ogni fine che si rispetti esiste una canzone appropriata. La loro No One Has Ever Looked So Dead è un commiato perfetto.

 

No One Has Ever Looked So Dead

 

No One Has Ever Looked So Dead

it really shook you when i said
“no one has ever looked so dead”
well, it’s over and i can’t go there anymore
and in the backseat of your car
you showed me every single star
and how the zenith and the sounds
change in every single town
well, it’s over and i can’t go there anymore

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Postato da VeraJ alle 13:02 di giovedì, dicembre 14, 2006
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Categorie del post: deliri Grazie per i vostri commenti |commenti
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Postato da VeraJ alle 12:52 di mercoledì, dicembre 13, 2006
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Millenovecentosettanta, cosa aspettarsi da un disco con una copertina simile? Un rock progressivo in odor di zolfo alla Black Widow, o un hard rock mortifero come quello dei Black Sabbath? Niente di tutto questo e lo si può anche capire guardando maliziosamente i caratteri che compongono le parole Dead Man, più adatti all’insegna di un Saloon che ad una lapide cimiteriale. I texani Josefus sono un altro di quei (troppi) sfortunati gruppi che, per un motivo o per l’altro, non sono riusciti a raggiungere la fama e sono stati relegati allo status di culto per pochi intimi. La concorrenza all’epoca era temibile: Led Zeppelin, Deep Purple, Uriah Heep, Black Sabbath, Grand Funk Railroad per citare i nomi più famosi. Logico, perciò, aspettarsi che qualche gruppo anche di classe fosse oscurato da questi mostri sacri. Texas, dunque. Sole e deserto che si rispecchiano in un duro rock-blues velato di psichedelia e farcito d’acido. L’assolata e sconfinata prateria si distende all’orizzonte, quando il riff dell’iniziale Crazy Man apre la danza o farei meglio a dire la cavalcata. Un giro di chitarra d’ampio respiro che rimanda immediatamente a quelle lunghe distese assolate da percorrere in sella ad una moto, guidando senza una meta precisa. Canzoni dirette come una scazzottata. Ed è un vero e proprio gancio in pieno viso la versione di Gimme Shelter che i Josefus propongono; più dura, cattiva e sporca. Non me ne vogliano i fans degli Stones, ma io la preferisco all’originale. La polvere che ricopre il blues di Country Boy è la stessa delle bottiglie di vino buono: da stappare assolutamente senza toglierla. Lo spirito dei Led zeppelin aleggia in Proposal, soprattutto nel break centrale dove la voce di Pete Bailey gioca ad impersonare Robert Plant, mentre in Situation gli echi d’armonica arricchiscono di pathos il riff serrato che sarà imparato a memoria da molti gruppi heavy metal. Poi c’è Dead Man, la canzone che dà il titolo all’album, un lento inno acido di chitarra blues fuzz che altera la percezione. Diciassette minuti che avvolgono l’ascoltatore in un ipnotico mantra sciamanico che alla fine lascia esausti, ma contenti di aver intrapreso un simile viaggio.

Etichetta: Akarma (ristampa)

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Postato da VeraJ alle 13:02 di mercoledì, dicembre 06, 2006
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Categorie del post: musica Grazie per i vostri commenti |commenti

Questa sera avrei dovuto andare a vedere l'opera monumentale  "Carmina Burana" in programma al Mazdapalace di Torino ed invece...... Ed invece è crollata la scenografia e lo spettacolo è stato rinviato al 2007. Ma niente più Torino, solo Milano e Padova. E' difficile che io mi muova e mi entusiasmi per qualcosa essendo un raro esemplare di bradipo bogianen. Le poche volte che lo faccio porto sempre con me la classica nuvoletta fantozziana, ma ora la cosa si è aggravata: provoco disastri. Stavo pensando di pubblicare un elenco dei concerti e degli eventi mondani a cui ho intenzione di partecipare, in modo che possiate tenervi alla larga perché sicuramente accadrà qualcosa di poco piacevole. Mi sento un po' il  John Morlar de "Il Tocco Della Medusa".  Almeno assomigliassi a Richard Burton....

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Postato da VeraJ alle 13:18 di martedì, dicembre 05, 2006
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Categorie del post: deliri Grazie per i vostri commenti |commenti (1)

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