giovedì, maggio 29, 2008, ore 16:29

In quasi cinque anni di “bloggaggio” questo è il commento più bello che abbia ricevuto. Cito testualmente:
“il migliore è il rande RandyRoads che all' età di 26 anni non compiuti sapeva fare tutto cio che sapean fare tutti gli atri citarristi della lista. Rady univa perfettament melodia classica con hard rock. Counque km secondo avrei messo miceal angelo batio e come terzo quarto e quinto steve vai joe satriani e yngwee malmsteen stay glam ciao a tutti W L F e W L tette la quarta in particolare”.
Ho le lacrime agli occhi per la commozione. Il saluto finale, poi, è una vera opera d’arte.
E pensare che ero quasi intenzionato a non permettere agli anonimi di commentare…
VeraJ
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giovedì, maggio 22, 2008, ore 13:46

Se non sapete che fare nel fine settimana del 14 e 15 giugno fate un salto nella ridente cittadina di Bra.
Si mangia e si beve bene, potrete gironzolare per le Langhe (se non sapete che cosa sono questa è un’occasione per conoscerle) ed in più potrete assistere gratuitamente al Volume Summer Festival organizzato dall'associazione culturale braidese ARTZ in collaborazione con la Provincia di Cuneo, il Comune di Bra e dei media partner Rockerilla e Rumore.
Headliner dell'edizione 2008 i torinesi Perturbazione che presenteranno i loro più grandi successi ed alcune cover (tra cui si mormora persino di un omaggio ai Fugazi) in una versione unplugged che arriva davvero diretta al cuore. Insieme al loro sul palco alcune delle migliori realtà emergenti in circolazione: dagli Armstrong, autori di un convincente dreampop che ricorda il miglior shoegazer britannico, passando per l'attualissimo indie-punk dei Did capitanati dal dj della crew Explosiva Guido Savini, sino a giungere all'elettronica suonata di scuola Trans Am dei cuneesi Running Woman Idea. Spazio anche al folk con l'eccezionale talento acustico di Athebustop, giovanissimo cantautore bolognese in bilico tra Cat Stevens e Nick Drake.
A chiudere la serata l'after dj set curato dagli Xanax Party, nome di punta dell'indie sotto la Mole, che muoveranno la pista a suon di classici alternative del presente e del passato.
 
Anche quest'anno l'ingresso alla manifestazione è completamente gratuito.
Per maggiori informazioni: www.myspace.com/volumesummerfestival
VeraJ
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giovedì, maggio 22, 2008, ore 12:13

Il percorso stilistico dei Dead Meadow contiene qualcosa di affascinante che non saprei come definire. Dalle origini hard rock colorate di blues malato, che non dispiaceva anche agli amanti delle sonorità metalliche del doom metal presenti in dischi come Howls From The Hills e Shivering Kings And Others, il loro cammino ha subito una lenta e forse inesorabile deviazione verso le lande del rock psichedelico tratteggiato da elementi southern e folk e vitaminizzato da corpose iniezioni di Beatles. Volendo buttarla in cromoterapia possiamo affermare che il gruppo di Washington è passato dal nero dell’abisso al verde degli alberi. Forse così si rende meglio l’idea.
Che gran scoperta la cromoterapia!
Bene, nel loro girovagare nei boschi alla ricerca di strani funghetti i nostri hanno partorito questo Old Growth che riprende il discorso iniziato con il disco precedente, l’ottimo Feathers.
Immaginifici paesaggi bucolici sono evocati da ciclici ed ipnotici riff di chitarra su cui scolpisce fraseggi onirici un’eterea e cantilenante linea vocale: in somma sintesi, questo è Old Growth.
Io li preferivo quand’erano più malati e morbosi, ma ciò non toglie nulla al valore di questo disco.
Ne devono avere trovati tanti di funghetti, i Dead Meadow.
VeraJ
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mercoledì, maggio 21, 2008, ore 17:15

Sono reduce da tre nuovi ascolti che hanno caratterizzato le ultime notti trascorse quasi senza chiudere occhio.
Brutta cosa l’insonnia.
Specialmente se per far passare le troppe ore che mancano ancora all’alba sei “costretto” ad ascoltare dischi come Amanethes dei Tiamat.
Che delusione.
E pensare che il gruppo di Johan Edlund è sempre stato uno dei miei favoriti. Ma quest’uscita mi ha lasciato l’amaro in bocca. Ritengo sia il punto più basso della discografia dei Tiamat. Ci tengo a precisare che non è un disco bruttissimo, ma sembra così sciapo… Ne riparleremo.
E questa era, per fortuna, l’unica dolente nota.
Altro discorso per quanto riguarda i Silver Mt.Zion Memorial Orchestra & Tra-la-la Band che solo a leggere e/o pronunciarne la ragione sociale mi passa il poco sonno che ho. 13 Blues For Thirteen Moons si adagia su di un post rock dalle fosche tinte blues (?) che arriva da chissà dove e chissà dove vuole andare a parare, ma che è innegabilmente affascinante. Da ascoltare con il corretto stato d’animo, però!
Dulcis in fundo The Niro. Pensavo fosse l’ennesimo frutto dell’hype del pop indipendente che tanti danni ha causato alle mie orecchie ed invece no. L’italico (romano de Roma) ragazzo ci sa fare e sforna un disco molto bello che incrocia i passi di Jeff Buckley (mica pizza e fichi) con quelli degli ultimi Turin Brakes. Un disco che entrerà di sicuro nella mia top ten di fine anno.
VeraJ
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mercoledì, maggio 21, 2008, ore 13:21

I genovesi Numero6 hanno reso disponibile il loro nuovo ep Quando Arriva La Gente Si Sente Meglio
Prodotto dagli stessi Numero6 e da Mattia Cominotto, contiene cinque canzoni (tre inediti e due nuove versioni di brani già pubblicati).
La vera e propria “chicca” è senza dubbio Da Piccolissimi Pezzi 2008 versione che vede la partecipazione del cantautore alt-folk americano Will Oldham, Aka Bonnie “Prince” Billy, uno dei più significativi esponenti della scena indie mondiale.
I Numero6 sono attualmente nella fase di scrittura del nuovo materiale che farà parte del prossimo album che sarà registrato a settembre 2008 e uscirà sempre su etichetta Greenfog.
Il loro è un pop-rock frizzante, talvolta ironico e naif, in cui trovano spazio armonie e progressioni di accordi insolite, strutture di brani spiazzanti e sonorita' elettroniche, senza che per questo si rinunci a lavorare su melodie innegabilmente imbevute di certa tradizione italiana. Le parti vocali non convenzionali, i testi dalla verve molto originale e le trame imprevedibili della sezione ritmica rappresentano altre importanti peculiarità del suono-Numero 6.
Lo trovate qui.
 
Rimanendo in abito italico c’è da segnalare Sleepwalker il nuovo singolo dei Julie’s Haircut, che trovate qui.
 
Continuando il breve giro in Italia andiamo in Veneto dove quei rockettari senza compromessi che si fanno chiamare OJM hanno pubblicato in download gratuito Live In France. Cinquanta minuti di puro rock and roll spaccaossa. Per i feticisti c’è la possibilità di acquistare il vinile in edizione limitata colorato e numerato.
Rocckate qui.
VeraJ
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mercoledì, maggio 21, 2008, ore 13:05

La Shake Edizioni ha pubblicato in questi giorni una vera chicca per i cultori di quel punk rock italico che ebbe breve ma intensa vita verso la fine degli anni settanta e gli albori degli ottanta.
Si tratta di Inascoltabile, il primo e fino ad ora introvabile disco degli Skiantos, la leggendaria formazione demenziale bolognese.
L’opera della Shake è encomiabile: insieme all’intero album del 1977 trovate un breve, ma raro video di 8.45 minuti con il live di Bau Bau Baby, registrato alla “Camera” di Bologna nel 1978, durante una festa punk ed un libro di 64 pagine con foto, interviste e un’introduzione di Roberto “Freak” Antoni.
Il tutto a 16 euri.
Per chi conosce ed ama gli Skiantos, mi fermo qui perché si tratta di un’acquisto obbligato, per gli altri qualche parola in più non farà male: “Sugli inesistenti palchi delle cantine underground e dei circoli giovanili, un gruppo che si definiva di “rock demenziale” sconvolse tutte le regole, inventando un genere unico al mondo: genialità surrealista fatta di lanci di ortaggi e spaghetti sul pubblico, vasini da notte sulla testa e scope al posto delle chitarre; note dal punk a Frank Zappa passando per il melodico italiano, in un mix condito da ironia devastante e vera ispirazione poetica.”
VeraJ
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martedì, maggio 20, 2008, ore 12:53

Segnalo due cosine che faranno la gioia dei miei innumerevoli fan.
Sul numero di questo mese di WriteUp trovate un mio piccolo delirio, mentre i feticisti della carta stampata andranno in sollucchero per questa raccolta di racconti dedicati alle streghe in cui è presente un mio racconto.
Nulla di speciale, ma sono piccole soddisfazioni.
                                        
VeraJ
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lunedì, maggio 12, 2008, ore 16:40

C’era una volta un gruppo che si chiamava Burning Witch…
Siamo nel 1995. Dopo lo scioglimento di una band di culto nell’ambiente doom/death metal i Thorr's Hammer, Stephen O'Malley, Greg Anderson e Jamie Sykes si trovano coinvolti in un nuovo progetto che prende il nome di Burning Witch.
La parabola della Strega Che Brucia avrà vita breve. Dopo appena tre anni, defezioni, cambi di formazione e solo due ep (Towers e Rift.Canyon.Dreams), la strega pone fine alla sua vita. Anche se il suo passaggio su questa terra è stato repentino, le sue impronte sono rimaste ben visibili ed hanno lasciato un marchio indelebile nell’ambito della musica più lenta, nichilista ed angosciante che sia mai stata scritta. Dalle ceneri malate di quel rogo inquisitorio sono nati i Sunn O))) ed i Goatsnake che continuano a riversare nel mondo il sonoro magma infernale, eredità di quella seminale formazione.
La Southern Lord ha recuperato tutto il materiale inciso dai Burning Witch e l’ha reso disponibile in un doppio cd dal significativo titolo di Crippled Lucifer.
Non me la sento di consigliare questo disco ai neofiti del genere, ma chi è avvezzo alle discese musicali agli inferi non potrà che godere di tutta la sofferenza insita in queste composizioni malate e disturbanti, non potrà far altro che inginocchiarsi venerando la nera e lenta (lentissima) sacralità sepolcrale di canzoni che sembrano sgorgare dai tetri pensieri della più nera delle anime. Si tratta, quindi, di un arduo percorso: è difficile riuscire ad ascoltare il doppio cd per intero. E non per noia, sia ben chiaro, ma perché l’ascolto è come un’agonizzante prigionia nell’incubo. Queste sono canzoni che pesano come macigni e che, a loro modo, sono portatrici insane di una violenza che ben poco ha di umano. Uscirne non spossati è un’impresa quasi impossibile.
Il cammino della Strega Che Brucia è di una lentezza esasperante, ma il suo incedere è inesorabile. Il suo è un viaggio senza speranza che lambisce i confini del tormento e della disperazione fino a giungere all’unico epilogo possibile: la dissolvenza in nero.
VeraJ
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lunedì, maggio 12, 2008, ore 13:07

Cerchi nel grano: due nuove formazioni sono comparse in Inghilterra nei primi giorni di maggio.

Avebury, Wiltshire, 8 maggio 2008

Milk Hill, Wiltshire, 4 maggio 2008

VeraJ
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martedì, maggio 06, 2008, ore 14:00

A Decatur, in Alabama esiste una casa di riposo che, a prima vista, sembra essere una costruzione come tutte le altre. Ma se la si osserva dall’alto si può notare come la sua forma sia quella di una svastica. Si tratta di una coincidenza o l’architetto era un simpatizzante nazista?

Questo è l’indirizzo della casa di riposo, fate un giro su google maps:

Wesley Acres A Methodist Home For Aging
Street: 700 Cedar Lake Rd Sw

 

VeraJ
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martedì, maggio 06, 2008, ore 10:21

Chi gironzola da queste parti sa che amiamo incondizionatamente il rock’n’roll. Più è sguaiato e rozzo e più ci piace. Usiamo questi due aggettivi in senso buono, naturalmente. Per questo motivo non possiamo che lodare i Il Torquemada che hanno reso disponibile The Killer Ep in download gratuito. E non è mica roba da ridere, sapete. Qui si pesta di brutto perché si sventra il blues con la furia iconoclasta del punk e si pugnala il rock tout court con lo stoner. Ottima la produzione che pur essendo nitida non snatura l’essenza garage del tutto, mantenendo intatte l’aggressività e la ruvidezza necessarie per un lavoro del genere. La faccio breve perché qui servono poche parole ma molte orecchie: voce al catarro barricato da sessanta marlboro al giorno, chitarra usata come se si stesse grattugiando il grana stagionato cinque anni, basso slap, inteso come il rumore di una sberla a palmo aperto e batteria giunta direttamente dalla ditta pestoduro snc. Bravi, dunque, Il Torquemada, non tanto per lo scaricamento aggratis (che è già una bella cosa) ma perché suonano fottutamente bene e hanno idee da vendere.

Clicca qui!

VeraJ
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Riferimenti

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