Se non sapete che fare nel fine settimana del 14 e 15 giugno fate un salto nella ridente cittadina di Bra.
Il percorso stilistico dei Dead Meadow contiene qualcosa di affascinante che non saprei come definire. Dalle origini hard rock colorate di blues malato, che non dispiaceva anche agli amanti delle sonorità metalliche del doom metal presenti in dischi come Howls From The Hills e Shivering Kings And Others, il loro cammino ha subito una lenta e forse inesorabile deviazione verso le lande del rock psichedelico tratteggiato da elementi southern e folk e vitaminizzato da corpose iniezioni di Beatles. Volendo buttarla in cromoterapia possiamo affermare che il gruppo di Washington è passato dal nero dell’abisso al verde degli alberi. Forse così si rende meglio l’idea.
La Shake Edizioni ha pubblicato in questi giorni una vera chicca per i cultori di quel punk rock italico che ebbe breve ma intensa vita verso la fine degli anni settanta e gli albori degli ottanta.
C’era una volta un gruppo che si chiamava Burning Witch… Cerchi nel grano: due nuove formazioni sono comparse in Inghilterra nei primi giorni di maggio.
Avebury, Wiltshire, 8 maggio 2008
Milk Hill, Wiltshire, 4 maggio 2008
A Decatur, in Alabama esiste una casa di riposo che, a prima vista, sembra essere una costruzione come tutte le altre. Ma se la si osserva dall’alto si può notare come la sua forma sia quella di una svastica. Si tratta di una coincidenza o l’architetto era un simpatizzante nazista?
Questo è l’indirizzo della casa di riposo, fate un giro su google maps:
Wesley Acres A Methodist Home For Aging
Street: 700 Cedar Lake Rd Sw
Chi gironzola da queste parti sa che amiamo incondizionatamente il rock’n’roll. Più è sguaiato e rozzo e più ci piace. Usiamo questi due aggettivi in senso buono, naturalmente. Per questo motivo non possiamo che lodare i Il Torquemada che hanno reso disponibile The Killer Ep in download gratuito. E non è mica roba da ridere, sapete. Qui si pesta di brutto perché si sventra il blues con la furia iconoclasta del punk e si pugnala il rock tout court con lo stoner. Ottima la produzione che pur essendo nitida non snatura l’essenza garage del tutto, mantenendo intatte l’aggressività e la ruvidezza necessarie per un lavoro del genere. La faccio breve perché qui servono poche parole ma molte orecchie: voce al catarro barricato da sessanta marlboro al giorno, chitarra usata come se si stesse grattugiando il grana stagionato cinque anni, basso slap, inteso come il rumore di una sberla a palmo aperto e batteria giunta direttamente dalla ditta pestoduro snc. Bravi, dunque, Il Torquemada, non tanto per lo scaricamento aggratis (che è già una bella cosa) ma perché suonano fottutamente bene e hanno idee da vendere.
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