For Those Who See With Their Eyes Close

In Ascolto

Letti Nel 2009


Commenti

Archivio

Disclaimer

About

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Collaboratori


Segnalato su


Letti Con Interesse

Adorati Umilmente

Rubriche

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore visite

*loading* visitatori
by Blografando


Locations of visitors to this page

Credits

Il problema dei Metallica è che sono i Metallica. Il problema dei Metallica è che hanno sfornato in sequenza Kill’em All, Ride The Lightning, Master Of Puppets (l’apice) e …and Justice For All. Che cosa si può chiedere o pretendere di più? Forse di evitare cadute clamorose come St. Anger. Questo sì.
Non mi soffermo più del dovuto su Load e Reload che sono un discorso a parte, una svolta a suo modo coraggiosa. Mentre S&M, figlio di un delirio d’onnipotenza che coglie molte rock star, neppure lo considero. Oggi, nel 2008, a questi quarantenni che tanto hanno dato (ed avuto) al mondo del rock duro penso che non si possa chiedere nulla che vada oltre Death Magnetic. Disco onesto e a tratti anche bello ed emozionante. Ma per molti, forse per tutti, rimarrà sempre quel cruccio: …però i primi Metallica erano un’altra cosa.
Vero e sacrosanto. Ma il tempo passa e la freschezza e la rabbia lasciano spazio al mestiere. E questo vale per tutti.
Confrontarsi col passato è solo un’inutile perdita di tempo.
Bookmark and Share
Postato da VeraJ alle 14:09 di lunedì, ottobre 20, 2008
permalink | Leggi i commenti
Categorie del post: musica Grazie per i vostri commenti |commenti
Silverfish Imperetrix si arricchisce di un nuovo collaboratore. Dopo Atanasio Eriberto Sgretoloni con il suo Utobian Blaster ed il Predicatore con i suoi deliri inquisitori sono lieto ed orgoglioso di presentarvi il nuovo acquisto a parametro zero. Parlerà di musica. E’ pop (molto pop) ma non è snob. E’ indie ma non ha la puzza sotto il naso. Senza di lui per il sottoscritto Interpol sarebbe solo la Polizia Internazionale. E’ un onore averlo qui tra noi. Bando alle chiacchiere ed a lui la parola.
 
Forse parto senza le giuste fondamenta. Perché prima di questo disco avevo ascoltato nulla del gruppo newyorkese. Quindi, chiunque pensi che il sottoscritto non possa parlare di un disco, senza conoscere la storia del gruppo che l’ha inciso fin dalle sue origini farebbe meglio a terminare subito la lettura. Per quelli che, invece, credono nella mia buona fede e nella volontà di voler rimediare, dico subito che, adorando letteralmente il dischetto in questione, ora non potrò fare a meno di recuperare l’osannato Return To The Cookie Mountain.
Tolto questo peso dallo stomaco non mi rimane altro che salire immediatamente sul treno ad alta velocità chiamato Halfway Home. Tra battiti di mani e tamburi ossessivi, il brano diventa zucchero filato al momento giusto. Crying, la seconda traccia, é una ballata neo-soul incredibile dove Prince é dietro l’angolo.
Le soluzioni che il gruppo a stelle e strisce ricerca non sono mai banali, compresi i ritornelli. Accontentano, così, i gusti di ognuno, perché qui dentro si trova davvero di tutto: dai ritmi funky ai richiami alla new wave con brani che si rifanno ad una varietà molto ampia di gruppi e stili differenti.
Se fossi costretto a scegliere solo alcuni brani, non avrei dubbi: il già citato Halfway Home, il singolo Golden Age che, per quanto pacchiano possa sembrare a quelli con la puzza sotto il naso, riesce a farti muovere il fondoschiena fin dal primo ascolto. Love Dog, Shout me Out e Dlz. Ognuno di questi contiene un ritmo penetrante e tagliente: Love Dog é una specie d’acquerello in chiaro scuro con una ritmica intessuta in una ragnatela che ti cattura, Shout Me Out è un trip-hop che esplosione looper-ianamente(chi ricorda i Looper?), mentre Dlz é tutto quello che si può desiderare: una catarsi sonora che viaggia sui binari di montagne russe colme di giravolte. E quando si scende, con noi lo fa anche il gruppo che, per la prima volta, sembra diventare più umano.Come in Lover’s Day, una marcetta a tutta banda, dove gli strumentis’intrecciano facendo reintrare il gruppo dal proprio viaggio spaziale sulla più quotidiana Avenue americana e già si vedono le majorette che sfilano a ritmo. Non ho citato alcuni brani che comunque meritano menzione: Dancing Choose che parte Outkast ma torna comunque a casa TVOTR, Stork & Owl, posizionata strategicamente come quarta traccia perché dopo il trittico iniziale è bene trovare un po’ di distensione ad incrocio Cure con l’ottimo l’arrangiamento ad archi.
Una Family Tree che in altri tempi avrei osannato ma che, al momento, m’infastidisce. Stupenda solo se ascoltata in momenti sereni; se, per qualche motivo, non siete al massimo della forma umorale, lasciate perdere. L’unico episodio che anche dopo ripetuti ascolti non riesco a focalizzare rimane Red Dress, ma non ricordo un album di recente ascolto, nel quale sia riuscito scartare solo una traccia.
Cosa rimane quindi? Su tutto il colpevole ritardo del sottoscritto nello scoprire il combo americano in questione. Un disco che a partire dal (opinione molto personale) magnetismo della copertina, si fa non solo ascoltare, ma letteralmente divorare. Notte, mattina e pomeriggio. Sempre. Come se ogni traccia avesse una sua ora dedicata. Sicuramente uno dei miei dischi preferiti del 2008. Il più influenzato ed influente. Non so quanti gruppi al mondo riescano nell’intento di far ascoltare senza fatica black music ad un amante dell’indi più pop o, di contro, far apprezzare ad un estimatore degli Outkast pezzi Bjorkiani. Impossibile alla fine fare tutti i nomi dei gruppi vicini ai Tv on the radio. Da Bowie a Bjork, dai Cure ai Talking Heads. Addirittura rimandi a Lou Reed ed ai suoi Velvet Underground. Insomma, tutto ed il suo contrario. Il grande merito dei Tv On The Radio? La semplicità nell’affiancare suoni così distanti e così vicini. Buon ascolto!
                                                                                                                      Simone
Bookmark and Share
Postato da VeraJ alle 11:21 di lunedì, ottobre 20, 2008
permalink | Leggi i commenti (1)
Categorie del post: musica Grazie per i vostri commenti |commenti (1)

Riferimenti


Heracleum blog & web tools >