Antony & The Johnsons: The Crying Light
Leggiadro. Soffice come la neve. Privo della stucchevolezza fine a se stessa e capace di misurarsi con nuovi traguardi musicali. Così si presenta il buon Antony col suo nuovo (capo)lavoro The Crying Light. Si misura col blues (Aeon) ed incanta subito; come un fuoriclasse riesce a far suoi brani più marcatamente pop (Kiss my name) senza inciampare sul terreno di casa (una Her eyes are underneath the ground che apre il disco con classe sopraffina). Antony si muove con eleganza in brani jazzati (One Dove), mettendo la sua ugola in primo piano poiché gli strumenti si sono fatti meno invasivi rispetto agli episodi passati. Lo affiancano senza rubare la scena e creando il giusto pathos.
Il buon Antony trova coraggio rispetto a I’m A Bird Now, il disco precedente. Come un moderno giullare porta a corte performance come Dust and Water ed una Everglade che ben si adatterebbe ad una pellicola disneyana. Le ritmiche non faticano a farsi apprezzare. The Crying Ligth non farà parte di quei dischi che piacciono alla critica ma non al pubblico perché anche l’orecchio abituato alle sonorità pop/rock non faticherà ad entrare in sintonia con questo disco. La bravura di Antony sta proprio in questo: rendere alla portata di tutti melodie che, se interpretate da altri, cadrebbero nella noia. E basta Epilepsy is dancing a confortare questa mia idea. Difficile rimanere all’angolo incalzati dagli sbadigli. La sua voce, in un mondo dove il volume del timbro è ormai più importante dei contenuti, Antony sussurra melodie quasi impercettibili. Un vero peccato per molti, una goduria per gli altri.
Simone
Postato da VeraJ alle 14:12 di giovedì, gennaio 29, 2009
Di solito mi devono pregare e non poco per scrivere qualche riga da pubblicare in questo blog derelitto (ma c’è qualcuno che lo legge? Alcune notti non riesco a prendere sonno tormentato da quest’interrogativo). Questa volta, però, mi sono offerto spontaneamente ed è stata una goduria osservare lo sguardo stupito e stupido dell’amministratore di questa baracca. Uso questo termine, non in segno di spregio verso quello che considero sì un’inutile perdita di tempo, ma che tutto sommato lo è molto meno di altri blog (chi se ne frega se il tuo micino ha la dissenteria e se la tipa per la quale sbavi non ti considera! Devi farlo sapere al mondo intero?), ma perché è in linea con l’argomento di questo post: Barack Obama. Frenate le ovazioni, voi che pendete dal labbro del nuovo messia a stelle e strisce: queste parole non sono per voi.
Questa volta ho sentito il bisogno di aggiornare Utopian Blaster con uno sfogo, urgente e necessario. Per questo, per la prima volta in sei anni, ho compiuto il primo passo. Per la prima ed ultima volta perché, in futuro, dovranno nuovamente pregarmi: “Voglio essere adorato” dicevano gli Stone Roses.
Bene, dopo il preambolo che spero vi abbia provocato un fulmineo attacco d’orchite, veniamo al sodo.
Sparuto gruppetto di perditempo che leggi queste righe, non so tu, ma io non ce la faccio più. Accendo la tivù e c’è Obama, apro un giornale e c’è Obama, cerco rifugio sulla rete ed Obama è onnipresente, fai due chiacchiere con gli amici e il discorso finisce inesorabilmente su Obama, vado dal panettiere a comprare due maggiolini e la gente in coda subito dopo il meteo parla di Obama, vado dal barbiere e mi chiede: “I capelli come te li faccio? Come Obama?”
Vedere quell’omino di sinistra piangere (commosso, o forse erano lacrime d’invidia?) alla cerimonia di giuramento m’ha fatto venire l’herpes. Piangi, sì dovresti proprio piangere, ma per com’è ridotta la sinistra non per Obama.
Basta, per favore, per cortesia, per carità!
Ora, non voglio apparire come quello che deve fare la voce del coro a tutti i costi, ma mi chiedo che cos’è tutto questo gran baccano, questo polverone che si è sollevato? E, soprattutto, perché?
Ho fatto un piccolo sondaggio tra amici e parenti e la maggioranza ha risposto semplicemente: perché è il primo presidente degli Usa afroamericano (qualcuno non si è espresso in modo così politicamente corretto). A (molta) distanza segue: perché il suo programma politico segnerà una svolta per l’America.
E’ fuori d’ogni dubbio il fatto che un presidente afroamericano sia, a suo modo, una svolta. Ma è anche un segno dei tempi e la cosa non dovrebbe stupire più di tanto. Questo stupore dimostra quanto ancora siamo indietro dal raggiungere quell’utopica “uguaglianza” da sempre predicata ma poco attuata. Un cittadino (che in questo caso diventa presidente) è sempre un cittadino. Che sia ispanico, afroamericano, balcanico o marziano ha importanza? Al momento e per molto tempo ancora sembra proprio di sì.
Nel caso di Obama è come se il colore della sua pelle fosse una garanzia per una politica nuova, seria e di qualità. Assurdo.
A quelli che citano il programma elettorale come un segno tangibile di una nuova era mi preme ricordare che si tratta sempre di un programma elettorale. Ovvero tante belle promesse fatte per raccogliere tanti bei voti. Ricordo che qui in Italia qualcuno promise un milione di posti di lavoro e qualcun altro promise di fare leggi mirate contro il conflitto d’interessi…
Magari Obama è davvero il “nuovo che avanza” e sotto la sua egida arriverà quel cambiamento che molti auspicano, anche se il sottoscritto nutre parecchi dubbi a riguardo. Per un semplice motivo: chi è che finanzia una campagna elettorale che costa svariati milioni di dollari? Le donazioni, va bene, ma queste ricoprono una minima parte, perché il grosso dei finanziamenti giunge dalle industrie e dalle banche. Quindi, ad elezione avvenuta, credete che queste se ne stiano buonine ad accettare decisioni che potrebbero andare incontro ai loro interessi?
Chi crede ancora che i politici siano entità autonome, al massimo condizionate dalla linea guida del partito d’appartenenza, è meglio che la smetta di stare fra le nuvole e scenda nel mondo reale.
Obama parte in vantaggio perché fare peggio di Bush è impossibile e perché gode di un forte consenso. Un consenso che si è rafforzato cavalcando decisioni prese già dal governo precedente come la chiusura di Guantanamo ed il ritiro dall’Iraq. Mentre sulle questioni “calde” come l’Afghanistan per il momento il profilo rimane basso.
Quella baracconata della cerimonia d’insediamento è costata oltre cento milioni di dollari. Rinunciare allo sfarzo ed ai costosi cantanti bolliti in questo periodo di grave crisi economica sarebbe stato un segnale importante e forte. Ma come dicevano i saggi latini: Panem et circenses…
Concludo dicendo che, comunque, in questi primi giorni di presidenza sembra che il buon Obama si stia dando da fare (una politica di salvaguardia ambientale atta a riflettersi sull’economia tramite lo “slegarsi” dalla dipendenza del petrolio e l’utilizzo delle energie alternative, apertura al dialogo con l’Islam) ma bisognerà vedere se alle parole seguiranno i fatti.
Altrimenti in futuro ricorderemo Obama solo come il primo afroamericano divenuto presidente degli Stati Uniti e non come l’artefice di quel cambiamento di cui tutti parlano ma che nessuno ha (ancora) mai visto.
Atanasio E. Sgretoloni
Postato da VeraJ alle 16:21 di martedì, gennaio 27, 2009
E' uscito il nuovo numero di Write Up!. Il tema di questo mese è la musica della malinconia. Preparate i fazzoletti prima d'iniziare a leggere.

Postato da VeraJ alle 15:47 di giovedì, gennaio 22, 2009
Fireman Electric Arguments
Mi sarei aspettato di tutto dalla vita, tranne di poter, non solo affezionarmi, ma letteralmente impazzire per un nuovo lavoro del sessantaseienne, mai domo, Paul Mc Cartney. E il buon vecchio Paul di cartucce sembra che ne abbia ancora molte da sparare. Per quei pochi che non ne fossero ancora a conoscenza “Electric Arguments” è il nuovo lavoro composto dall’ex-beatle insieme all’ex Killing Joke Martin Glover ed è la prosecuzione di due album più marcatamente ambient-electro-dance datati 1993 e 1998. La differenza è che in questo nuovo lavoro targato 2008, la penna di Paul si sente. Eccome si sente! Anche se premendo play e lasciando fluire ordinatamente il dischetto in questione, pare che il fantasma di Jon Spencer ed i suoi Blues Explosion siano capitati per sbaglio nella sala d’incisione.
Nothing too much just out of sight suona blues, sporco com’è giusto che sia e fa prendere fin da subito confidenza con un lavoro che non ha nulla d’ermetico, di chiuso in facili schemi. Electric Arguments é “multietnico” nel suo incedere. La successiva Two magpies é mccartiana come, chessò, spaghetti e mandolino sono di riferimento al Belpaese. Sing the changes, singolo azzeccatissimo è pura maestria pop. Non può che far piacere, poi, riascoltare i Beatles nel 2008: è questo che dice a chiare lettere Highway.
Sun is shining è un altro cavallo di battaglia, con un ritornello che incalza deliziando l’ascoltatore estasiandolo. Un pregio è l’assoluto dinamismo presente in ogni istante. I suoni si dimenano liberi, come se raggiunta la “pensione”, il baronetto volesse togliersi degli sfizi suonando per divertirsi. Impossibile non trovare sollievo in un brano come Light from yout light house. Puro divertissement.
Dance til we’re right fa gridare al miracolo. Un pezzo ballabile, quasi un rondò giocato su un ritornello accattivante.
In altri brani sono le chitarre pizzicate a far da padrone. Vedi Travelling light che culmina in un floydiano karma speziato di celtico. Un pezzo tutto Pink Floyd è Universal here, everlasting now che risulta, a mio avviso, l’unica traccia prescindibile.
Don’t stop running sigilla a modo suo un lavoro decisamente brillante, una sorta di vademecum per tutti quei ragazzi che si cimentano nell’arte pop. Una nuova giovinezza che, onestamente, prima ancora che a Sir Paul, fa bene a tutti gli amanti della buona musica. Chapeau.
Postato da VeraJ alle 14:28 di venerdì, gennaio 16, 2009
Postato da VeraJ alle 13:53 di giovedì, gennaio 15, 2009
L’anno nuovo è cominciato da poco ed in breve tempo ci siamo beccati un nuovo film di Muccino e le ultime edizioni di X-Factor e del Grande Fratello. Se il buon giorno si vede dal mattino, questa sarà una brutta giornata.
Per consolarvi, ecco un gustoso video di quel grande opinionista musicale che risponde al nome di Pino Scotto, personaggio storico della scena heavy metal italiana già voce dei Vanadium ed ora in forza nei Fire Trails. Una (s)boccata d’aria fresca per lavare via l’asettica apatia dei talk-show televisivi. Certo è che non lo vedremo mai a Porta A Porta.
iPod Casino: Pino Scotto from prontialpeggio on Vimeo.
Sono da sempre un sostenitore delle potenzialità terapeutiche insite nel metal. Preso nelle giuste dosi è utile per combattere gli stati d’alterazione nervosa. Avete visto il trailer di 7 Anime e siete stati colti da un travaso di bile o da pruriti conditi da misteriose eruzioni cutanee? L’unico rimedio è una terapia d’urto. All’uopo i Lair Of The Minotaur hanno confezionato un video che non lesina headbanging e sangue. Qualche effetto speciale è casalingo, ma il risultato regge e farà contenti i fans dello splatter e del gore. Difficile vederlo su Mtv.
Per apprezzare lo splendido blood-o-rama della versione non censurata di War Metal Battle Master cliccate qui. (Astenersi deboli di stomaco e minorenni)
Se la macelleria di cui sopra non vi basta. Potete sempre ascoltare in streaming l’ultima fatica dei Satyricon, The Age Of Nero. Rigorosamente in versione integrale, la trovate qui.
Ora potete affrontare il 2009 con la grinta necessaria.
Postato da VeraJ alle 15:50 di mercoledì, gennaio 14, 2009
Anno nuovo, nuove uscite. Ecco un piccolo memorandum dei dischi che (probabilmente) vedranno la luce nel 2009. Dove non riportato il titolo dell’album è ancora ignoto. Ce n’è per tutti i gusti.
Gennaio
Glasvegas Glasvegas
The Gourds Haymaker!
Erin McCarley Love, Save the Empty
Soundtrack Of Our Lives Communion
Jessie Kilguss Nocturnal Drifter
Heather Headley Audience of One
My Dear Disco Dancethink Music
Too Pure to Die Confess
Varsity Fanclub Varsity Fanclub
Animal Collective Merriweather Post Pavilion
Antony And The Johnsons The Crying Light
Andrew Bird Noble Beast
Bon Iver Blood Bank
Combichrist Today We Are All Demons
John Frusciante The Empyrean
Lisa Hannigan Sea Sew
Carl Newman Get Guilty
Or, The Whale Light Poles And Pines
Reel Big Fish Fame, Fortune and Fornication
Umphrey's McGee Mantis
Matt York Mine
Richie Booker Shine The Light
Ciara Fantasy Ride
Cotton Jones Paranoid Cocoon
Dalek Gutter Tactics
Franz Ferdinand Tonight: Franz Ferdinand
Lisa "Left Eye" Lopes Eye-Legacy
Loney Dear Dear John
Duncan Sheik Whisper House
Bruce Springsteen and the E Street Band Working on a Dream
Franz Ferdinand Tonight: Franz Ferdinand
Pacifico Dentro ogni cosa
Luca Carboni Musiche Ribelli
Gino Paoli Storie
J-AX Rap’n'roll
Nek Un’altra direzione
Lloyd Cole Cleaning out the ashtrays
Leathermouth XO
Telefon Tel Aviv Immolate yourself
Febbraio
Bad Plus For All I Care
Bow Wow New Jack City, Part 2
Chris Cornell Scream
Melinda Doolittle Coming Back to You
Fol Chen Part 1: John Shade, Your Fortune's Made
The Fray The Fray
Dent May & His Magnificent Ukulele The Good Feeling Music of Dent May & His Magnificent Ukulele
OrganicArma Discordia
Two Tongues Two Tongues
Von Bondies Love, Hate, and Then There's You
Lily Allen It's Not Me, It's You
Courtney Love Nobody's Daughter Digital release 1 Jan
Mos Def The Ecstatic
Dan Auerbach Keep It Hid
Busta Rhymes B.O.M.B. (Back On My Bullshit)
Dex Romweber Duo Ruins of Berlin
Missy Elliott Block Party
Warren G The G-Files
Taylor Hicks
Ben Lee The Rebirth of Venus
Miranda Lee Richards Light of X
Red Innocence & Instinct
Barbara Trentalange Awakening, Level One.
Jacob Faurholt Are You In The Mood For Love?
Morrissey Years of Refusal
... And You Will Know Us by the Trail of Dead The Century of Self
The Appleseed Cast Sagarmatha
Robyn Hitchcock Goodnight Oslo
Tommy Keene In The Late Bright
Plushgun Pins And Panzers
M. Ward Hold Time
Metaphors London! Paris! New York! Rome!
Hatebreed For The Lions
Vanessa Hudgens Identified
Ava Leigh Rollin
Camera237 Inspiration is not here
N.A.S.A The spirit of Apollo
William Elliot Whitemore Animals in the dark
Zu Carboniferous
Prodigy Invadersmust die
Marzo
Justin Townes Earle Midnight At The Movies
Neko Case Middle Cyclone
Revolting Cocks (RevCo) Sex-O Olympic-O
U2 No Line On The Horizon
Handsome Furs Face Control
Madeleine Peyroux Bare Bones
Kelly Clarkson
MSTRKRFT Fist Of God
Dan Decon Bromst
The Decemberists Hazards Of Love
Dan Hicks And The Hot Licks Tangled Tales
Royksoop Junior
Telling On Trixie Ugly, Broke & Sober
These Green Eyes Relapse To Recovery
Diana Krall Quiet Nights
Marie Osmond Seasons
Fever Ray Fever Ray
Manic Street Preachers Journal for plague lovers
Aprile
Sara Watkins Sara Watkins
So Many Dynamos The Loud Wars
Lady Sovereign Jigsaw
Dave Matthews Band
Depeche Mode
Bone Thugs N Harmony Uni5
Durante il 2009
50 Cent Before I Self Destruct
Aerosmith
Christina Aguilera
Aly & AJ
Ambulance LTD
Annie Don't Stop
Tori Amos
Marc Anthony
Melissa Auf der Maur Out of Our Minds
The Avalanches
Basement Jaxx
David Bazan
B.G.
Big Kuntry My Turn To Eat
Black Eyed Peas The E.N.D.
Blikk Fang
Blur
Boston
Michelle Branch Everything Comes and Goes
Breaking Benjamin
Broken Spindles
Joe Budden Padded Rooms
Built To Spill
Cassie
JC Chasez
The Concretes
D'Angelo
The Divine Comedy
Pete Doherty
Dr. Dre Detox
Doves
Eminem Relapse
Ace Enders
Eve Here I Am
Extreme
Flo Rida R.O.O.T.S.
Freebass
Ace Frehley
From The Jam
Fugees
Peter Gabriel
Noel Gallagher
Gang Of Four
Garbage
Teddy Geiger The March
Lisa Germano Magic Neighbor
Ginuwine
Goo Goo Dolls
The Gossip
Happy Mondays
Keri Hilson In a Perfect World
Hoobastank
Whitney Houston
Hypernova Through the Chaos
Novastar
Bebe
Indigo Girls
Michael Jackson
Jay-Z The Blueprint 3
Junior Boys
Lamb Of God
Aaron Lewis
The Like
Lil Jon Crunk Rock
Love Grenades
Lynyrd Skynyrd
M. Ward
Shirley Manson
Massive Attack
Matchbox Twenty
Matisyahu Light
Metric
MF Doom & Ghostface Swift & Changeable
Mongrel
Muse
Naughty By Nature Anthem Inc.
New Pornographers
Nina Sky The Musical
No Doubt
OK Go
Pearl Jam
Pet Shop Boys
Placebo
Prince Lotus Flower
Prince MPLSOUND
The Rakes
Rakim The Seventh Seal
Rancid
John Rich
Roxy Music
Nate Ruess
Rusted Root
Stephan Said Songs From Below
Joe Satriani
Seaweed Small Engine Repair
Simple Minds
Sixpence None The Richer
Stars
Starsailor All the Plans
Stellastarr*
Stone Temple Pilots
Switchfoot
Third Eye Blind Ursa Major
Rob Thomas
Tortoise
Trans Siberian Orchestra The Night Castle
Ralph Tresvant
Velvet Revolver
Gillian Welch
Wilco
Amy Winehouse
Patrick Wolf Battles
The Wrens
ZZ Top
Kylie Minogue,
Usher
Massimo Bubola
Kiss
Cher
Yeah Yeah Yeahs
Kings Of Convenience Quiet Is The New Loud
Black Lips 200 Million Thousand
Lightning Bolt
Kreator Hordes Of Chaos
Saxon Into The Labyrinth
Too Pure To Die Confess
Cattle Decapitation The Harvest Floor
Deadlock Manifesto
Rumpelstiltskin Grinder Living for Death
16 Bridges To Burn
Sylosis Conclusion Of An Age
Arsonists Get All The Girls Hits From The Bow
Thyrfing Hels Vite
Sepultura A-Lex
Zombi Spirit Animal
Giant Squid The Ichthyologist
Dir En Grey A Knot Of
Cannibal Corpse Evisceration Plague
Luna Mortis The Absence
Lamb Of God Wrath
Hatebreed For The Lions
God Forbid Earthsblood
Chimaira The Infection
Alice In Chains
Anthrax Worship Music
Mastodon Crack The Skye
Candlemass
Deftones ErosDown
Down Down IV
Dream Theater
Iron Maiden
Killswitch Engage
Korn
Lacuna Coil Shallow Life
Megadeth
Poison The Well
Queensryche American Soldier
Rammstein
Anathema
Pestilence
Napalm Death
Samael
Konkhra
Postato da VeraJ alle 13:42 di mercoledì, gennaio 07, 2009