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Tonight: Franz Ferdinand

Sul finire dell’anno scorso, vengo a scoprire della nuova uscita targata Franz Ferdinand.

L’attesa, sono sincero, non è la medesima di un tempo perché dagli scozzesi, ormai diventati una multinazionale come la Coca Cola, so bene o male cosa aspettarmi. O almeno, ho sempre pensato di saperlo perché, anche se moderatamente, Tonight mi ha spiazzato. Come se alla bevanda sopracitata avessero aggiunto una spezia che ne avesse cambiato leggermente il gusto.

I Franz Ferdinand mi hanno esaltato. Sarà il generale appiattimento della scena poppettara d’oltremanica (non siamo più in epoca di vacche grasse, quando tra Beta Band, Gomez, Fonda 500 non si riusciva a star dietro a tanto ben di Dio) oppure sarà che, con l’arrivo della primavera, si ha la necessità fisiologica di suoni grintosi e coinvolgenti. E in questo Tonight centra il bersaglio.

L’apripista Ulysses, la nuova ammiraglia che ha circolato su tutte le radio è energia allo stato puro.

I Franz Ferdinand sanno bene che carte giocare e con esse la partita del buon pop è vinta in partenza. A differenza di altre band che a fatica virano verso l’elettronica, portandosi dietro una buona dose di goffaggine cercando, con altrettanto sudore, nuove strade per non ripetersi, il combo scozzese non soffre di questo genere di pressioni. Si muove con disinvoltura su ogni terreno. Siano esse ballate alla Lennon (Katherine kiss me), ritmiche rockettare al vetriolo (Bite Hard) o richiami punk (Turn it on). Vertici assoluti, sono toccati poi con No you girls il nuovo singolo spacca FM, una Twilight Omens pregna di rimandi al passato e poi quella Lucid Dreams che sembra voler continuamente decollare, ma che si appoggia, come senza carburante, su una coda elettronica effettivamente indigesta. Send him away è ulteriormente grandiosa e, opinione del tutto personale, continua a farmi venire in mente Soul Sacrifice (!). Spero nei vostri commenti, per capire se sono l’unico a pensarla così, o almeno per trovare qualcuno in grado di confortare le mie sensazioni.

Siamo nuovamente al cospetto di una grande band. Una delle poche veramente pop(olari), capace di accontentare la casalinga di Voghera e il più appassionato di musica indie. Sperando che quest’ultimo non si faccia condizionare dalla notorietà raggiunta dalla multinazionale Franz Ferdinand.

Sarebbe un vero peccato.

                                                                                                                                                                                       Simone

 

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Postato da VeraJ alle 11:58 di lunedì, marzo 23, 2009
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