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Dopo i Tv On The Radio e gli Afterhours ci delizia con una nuova tappa del suo percorso musicale: é con onore che presento la nuova rubrica tenuta dall'unico uomo al mondo che si nutre di pane e Stone Roses. E’ bravo, simpatico ed è anche un bel figliuolo. Coccolatelo! (Un ringraziamento ai Fagetz per aver ispirato il titolo della rubrica)
VIC CHESNUTT, ELF POWER AND THE AMORPHOUS STRUMS: Dark Developments
Diciamo così: North Star Deserter sta all’inverno come Dark Development alla primavera. Se per Vic Chesnutt l’estate è una stagione da saltare a piè pari, in questa nuova collaborazione con i concittadini Elf Power non si odono le fredde sonorità del lavoro precedente. Anche i brani più scarni e spigolosi contenuti in questo nuovo lavoro hanno un’attitudine positiva. Stanno bene nella loro veste e danno un valore aggiunto ad un disco che sa, appunto, di primavera. Mystery è un classico brano di Chesnutt: una ballata che non porta ancora con sé i frutti del disgelo. E’ una specie d’attestato, come se volesse presentarsi all’ascoltatore mostrandogli il passaporto. Come per dire: “Ciao! Sono Vic. Sono sempre e comunque io. Non temere. Non ci sono cambiamenti.”. Dopo le dovute presentazioni, eccolo finalmente unirsi al flower power degli Elf e partire per un viaggio splendido ed intrigante. A partire da una Little Fucker che manda in visibilio. Un brano circolare, nervoso e solare allo stesso tempo. Il tutto in pochi minuti. Menziono subito dopo Teddy Bear che è il pezzo che mi ha fatto gridare istantaneamente al miracolo. Reggato, con rimandi spaziali, tutta un ritornello. FAVOLOSA! Neil Young fa capolino nella bucolica We Are Mean dove Vic vola nell’East Coast accarezzando l’acustica e regalandoci una caramella sonora dallo smaccato gusto retrò. Balzando di traccia in traccia alla ricerca di tepore, ecco giungere Bilocating Dog. Un battito di mani introduce una di quelle canzoni da cantare appassionatamente durante una scampagnata con i propri amici. Ti ritrovi in casa a cantare pensando che la vita é mravigliosa. Diventi necessariamente ottimista in soli tre minuti. And How e Phil The Fiddler ci ricordano che il buon vecchio Vic é stato “scoperto” da Michael Stipe. Infatti i R.E.M. sembrano aleggiare dietro questi due brani. L’ultimo dei quali termina con una coda strumentale permeata di saudade. And how, come Bilocating Dog, ti fa cantare e stare bene. Infine non rimane che menzionare Stop The Horse e The Mad Passion of The Stoic. Quest’ultima sembra uscita dalle sessioni di North Star Deserter in cui probabilmente sarebbe stata indigesta.Qui Chesnutt torna nuovamente a mostrarci la carta d’identità, per farci capire che è stato sempre lui quello che abbiamo ascoltato, anche se in alcune parti poteva non sembrare così. Dark Development è un lavoro eccezionale. C’é stato il giusto scambio di vedute tra il gruppo degli elfi e il nostro piccolo grande Vic. A mio modo di vedere nessuno ha voluto strafare ed il disco suona sincero. Ed é quanto basta per scaldarci il cuore in questo freddo inverno che sta per bussare alle porte.Riferimenti