giovedì, maggio 29, 2008, ore 16:29

In quasi cinque anni di “bloggaggio” questo è il commento più bello che abbia ricevuto. Cito testualmente:
“il migliore è il rande RandyRoads che all' età di 26 anni non compiuti sapeva fare tutto cio che sapean fare tutti gli atri citarristi della lista. Rady univa perfettament melodia classica con hard rock. Counque km secondo avrei messo miceal angelo batio e come terzo quarto e quinto steve vai joe satriani e yngwee malmsteen stay glam ciao a tutti W L F e W L tette la quarta in particolare”.
Ho le lacrime agli occhi per la commozione. Il saluto finale, poi, è una vera opera d’arte.
E pensare che ero quasi intenzionato a non permettere agli anonimi di commentare…
VeraJ
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martedì, maggio 20, 2008, ore 12:53

Segnalo due cosine che faranno la gioia dei miei innumerevoli fan.
Sul numero di questo mese di WriteUp trovate un mio piccolo delirio, mentre i feticisti della carta stampata andranno in sollucchero per questa raccolta di racconti dedicati alle streghe in cui è presente un mio racconto.
Nulla di speciale, ma sono piccole soddisfazioni.
                                        
VeraJ
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martedì, aprile 29, 2008, ore 09:35

A distanza di quattro anni (!) mi sorprende sempre come questo vecchio post susciti ancora una vivace ed accesa discussione d’alto livello. Gli ultimi commenti, espressi in una forma concisa e ficcante, con un lessico ricercato ma non presuntuoso, esprimono un alto concetto che da più parti mi è già stato esposto e che quindi incomincio a ritenere valido: “Non capisco un c***o”

Latore di questa folgorante illuminazione è stato un anonimo che ha postato ben tre commenti nell’arco di un minuto che mi hanno aperto gli occhi e mostrato la luce.

L’Innominato (chiamiamolo così) alle 20:14 del 27 aprile, dopo aver letto il post dichiara in un italiano degno dell’Accademia Della Crusca: “te non capisci un c***o, dammi retta”.  Non passa neppure un minuto che il Nostro aggiunge “Ho letto i commenti degli altri e non sei l’unico che non capisce un c***o!”. Meno male, penso io. Sono contento che la mia corrente di pensiero faccia proseliti. La ciliegina sulla torta arriva, però, alle 20:15. Probabilmente deve averci pensato su. Deve aver meditato e ponderato per un bel po’ (almeno un minuto) e poi, sfinito dallo sforzo immane, ha aggiunto una chiosa che profuma di Benedetto Croce: “No no… ma voi non capite proprio un c***o”. Bellissimo. Emozionante. Soprattutto le due negazioni iniziali che denotano nel Nostro una mesta rassegnazione d’innanzi all’altrui insulso intelletto.

Devo ringraziarlo, perché dall’altro della mia saccenza e supponenza avevo dimenticato che, alla fine, non capisco un c***o.

Per fortuna c’è stato l’anonimo che mi ha ricordato di scendere dal piedistallo. Grazie! A lui ed agli amici Amy Lee.

VeraJ
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giovedì, dicembre 27, 2007, ore 16:28

Elenco atipico delle cose (più o meno) belle che ho ascoltato, letto e visto nel 2007.

 

Oh! Qual sonora goduria!

Blonde Redhead: 23

Witchcraft: The Alchemist

Electric Wizard: Witchcult Today

Chrome Hoof: Pre-Emptive False Rapture

Il Teatro Degli Orrori: Dell’Impero Delle Tenebre

The Horrors: Strange House

The Warlocks: Heavy Deavy Skull Lover

Morkobot: MoStRo

Crippled Black Phoenix: A Love Of Shared Disasters

 

Bentornati! Però speravo in  qualcosa di meglio.

Down: III Over The Under

Type O Negative: Dead Again

 

Che Delusione!

Paradise Lost: In Requiem

Okkervil River: The Stage Names

 

Libri da ricordare

Alan D.Altieri: L’Eretico (Trilogia Di Magdeburg I)

Richard Mason: Noi

Jonathan Coe: La Banda Dei Brocchi

Jonathan Coe: Circolo Chiuso

Pamela Des Barres: Sto Con La Band

Corrado Augias, Mauro Pesce: Inchiesta Su Gesù

Roberto Saviano: Gomorra

Joe R. Lansdale: La Sottile Linea Scura

Cristiana Astori: Il Re Dei Topi e Altre Favole Oscure

Eraldo Baldini, Massimo Cotto: Le Notti Gotiche

 

I film che sono riuscito a vedere fino alla fine senza addormentarmi

Transformers

Hot Fuzz

Grindhouse

I Fantastici 4 e Silver Surfer

Spiderman 3

Zodiac

300

 

Quelli in cui la palbebra tendeva a calare

Shrek Terzo

Pirati Dei Caraibi Ai Confini Del Mondo

Scrivimi Una Canzone

Shooter

Svalvolati On The Road

TMNT

 

E quelli da ronfata cosmica

Ocean’s 13

 

Questo è tutto ciò che ricordo.

Cheers!

VeraJ
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lunedì, novembre 26, 2007, ore 11:51

E’ incredibile come un mio vecchio post, datato 19 marzo 2004 e dedicato a Fallen degli Evanescence, riesca ancora a far venire feroci travasi di bile ai fans di Amy Lee. E questo ci può stare. Quando qualcuno critica negativamente un disco o un gruppo di cui siamo appassionati trovo che sia del tutto normale che ci venga il nervoso. La prima cosa che mi viene in mente, in questi casi, è che il mio interlocutore non capisca una beata fava di musica. Il che non è per niente vero, ma si sa che il cuore offusca la ragione. E in una discussione enfatica ci può anche scappare un “non capisci un cazzo” che lascia il tempo che trova, ma da qui a dare dell’imbecille ce ne passa. Sono sempre pronto al dibattimento anche aspro, un po’ meno agli insulti. Specialmente se arrivano da dei codardi che non hanno neppure il coraggio di firmare i propri commenti. Forse non “so cos’è la musica”, probabilmente scrivo “solo cazzate” come scrisse a suo tempo ValeLoveChester, ma la voce di Amy Lee continua a NON piacermi (non ho mai detto che abbia una voce che fa schifo) e continua a non piacermi il suo cantato, per me, troppo sopra le righe. Questione di gusti personali, non condivisibili e criticabili finché si vuole, di uno che prima di parlare di un disco LO ASCOLTA, ma che difficilmente si lascia trasportare da quell’odioso fanatismo che fa prendere tutto per oro colato. Per questo, di solito, evito le discussioni con i fan(atici), perché con loro non si può esprimere un punto di vista che non sia allineato al culto del proprio idolo. E non tanto per paura degli insulti (arma preferita dagli incapaci ad argomentare le proprie tesi), ma perché è tempo sprecato: non sentiranno ragione alcuna e chiunque non sia un adepto del culto non capisce una mazza. Vi piacciono gli Evanescence? Vi fate le pippe guardando il video di Call Me When You’re Sober? Nessun problema, non v’insulterò per questo e continuerete a godere della mia massima considerazione e stima. Ma, per favore, prima di dare dell’imbecille al sottoscritto almeno firmate il post. O farete solo la figura dei poveri vigliacchi.

Basta! Ho già perso troppo tempo.

VeraJ
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lunedì, novembre 05, 2007, ore 15:03

E meno male che Silverfish Imperetrix era pronto per lo straics bec!

Latito da due mesi.

Non citerò Joliet Jake tirando in ballo terremoti e cavallette ma, semplicemente, dirò che sono stato un po’ indaffarato. Non penso che i vostri sonni siano stati particolarmente agitati durante (e a causa de) la mia assenza. I miei, invece, lo sono stati. Almeno un po’.

In attesa che il mio primo romanzo venga pubblicato, venda centomila copie in un paio di giorni e che Muccino ne faccia un blockbuster che insidierà il film-panettone dei Vanzina, sono costretto a lavorare. E a volte il lavoro porta via molto, troppo tempo.

Questo è stato settembre.

Il primo d’ottobre è nato il mio secondo figlio, un maschietto.

Poppate, migrazioni di parenti e amici in devoto pellegrinaggio (una sera, mentre rincasavo sono sicuro di aver visto un bagliore misterioso sul tetto del condominio), coliche e pannolini sono stati il mio ottobre. Poppate e pannolini saranno anche il mio novembre, dicembre, gennaio……

Perciò converrete con me che ultimamente Silverfish Imperetrix non sia stato in cima ai miei pensieri.

Ora si riprende.

Il consiglio è il solito: ogni tanto fate un giro da queste parti, sempre se non avete di meglio da fare!

VeraJ
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lunedì, agosto 27, 2007, ore 16:06

Ebbene sì. Durante queste lunghe ferie estive ho scoperto di soffrire di una sorta di dipendenza da lettura. In poco più di un mese ho fatto fuori questi libri e non riesco a smettere. Qualcuno mi aiuti.

L’eretico (Trilogia di Magdeburg I) di Alan D. Altieri (Il più bel romanzo storico che abbia mai letto)

Tolleranza Zero e Acid House di Irvine Welsh (Il vecchio Irvine è ormai un classico)

Lunar Park e Glamorama di Bret Easton Ellis (Quando leggo Ellis faccio una fatica bestiale, quasi soffro. Eppure non riesco a farne a meno. Una forma di masochismo letterario?)

L’ultimo Segreto del Papa di Camilo Perez (I romanzi a sfondo “fanta-vaticano” mi hanno sempre intrigato, grazie a Dan Brown il genere è stato sdoganato ed io gongolo. Anche se questo romanzetto non mi ha soddisfatto particolarmente)

In lettura: Tre Millimetri Al Giorno di Richard Matheson (i classici devono essere letti) e Il Libro Nero Delle Società Segrete di Steven Sora (volete che rimanga più di un mese senza i complotti ed intrighi orditi dai signori del Nuovo Ordine Mondiale?)

La colonna sonora delle mie vacanze è stata all’insegna dell’eterogeneità. Due soli dischi acquistati: Seventeen Seconds dei Cure e l’esordio dei Wolfmother (di cui parlerò nei prossimi giorni, forse). Nel lettore mp3, clamorosamente NON dimenticato a casa, canzoni sparse di Blonde Redhead, Charlotte Gainsbourg (mi sono innamorato della sua The Songs That We Sing), Midnight Movies, Willard Grant Conspiracy, Iggy & The Stooges, Wilco e Fuzztones (mai senza).

E poi i Rem di New Adventures In Hi Fi, gli Okkervil River di Down The River Of Golden Dreams (ma quant’è bello questo disco?) e, complice un colpo di sole, i Supertramp di Breakfast In America.

 

A breve, come accennato prima, qualche riga sui Wolfmother, il ritorno de Il Predicatore, sempre che si sia ripreso dalla notizia di un ennesimo passaggio di Eyes Wide Shut in prima serata ed un acidissimo Utopian Blaster che sembra volersi candidare alle primarie del nuovo Pd.

Rimanete sintonizzati, sempre se non avete di meglio da fare.

VeraJ
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lunedì, maggio 07, 2007, ore 13:20

Volete scaricare due dischi mica male senza spendere una lira? I Solongcocksname e i The Crimea vi offrono gentilmente i loro ultimi dischi. I primi sono dei beceri e grandissimi autori di un rock and roll senza troppi fronzoli, sporco e laido quanto basta che non dovete assolutamente lasciarvi scappare, mentre i secondi bazzicano nei traquilli e malinconici territori del pop britannico. Ne riparleremo.

http://www.solongcocksname.com  

http://www.myspace.com/solongcocksname  

http://www.thecrimea.net/

http://www.myspace.com/thecrimea

 

VeraJ
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martedì, febbraio 06, 2007, ore 15:50

Carissimi, torno a rivolgermi nuovamente a voi per parlarvi del maligno che si nasconde anche nelle cose, all’apparenza, più innocue. Voglio parlarvi delle canzoni. Di quelle canzoni che nascondono un messaggio pericoloso mascherato con parole innocenti. Non vi voglio annoiare con la solita storia dei messaggi subliminali a sfondo satanico e sessuale che si celano dietro le canzoni rock, nemmeno delle blasfemie e bestemmie vomitate, è il caso di dirlo, dai cosiddetti gruppi Black Metal. Vi voglio parlare di una canzone in particolare. E’ un dato di fatto che giorno per giorno stiamo assistendo alla perpetrazione della più grande congiura che l’uomo, aiutato dal maligno, abbia mai ideato: l’istituzione di un Nuovo Ordine Mondiale. Un ordine a cui obbedire incondizionatamente e inconsapevolmente, schiavizzati dal lassismo morale indotto dal capitalismo e dal libertismo sessuale. Parole come libertà ed emancipazione nascondono subdoli trucchi che inducono l’uomo moderno ad abiurare valori come il lavoro, la fede e la famiglia. Si sta cercando di portare il potere in mano di pochi eletti, un’oligarchia che dominerà un mondo di pochi sopravvissuti costruito con l’arma più terribile di tutte: la morte demografica. L’incitamento continuo all’uso degli anticoncezionali, delle interruzioni di gravidanza, il ripudio del matrimonio come valore fondamentale e base della società, la cosiddetta emancipazione delle donne sempre più interessate alla carriera e non alla famiglia, sono le pallottole di quest’arma all’apparenza invincibile.

La persuasione occulta è il vero morbo, la vera malattia da combattere oggi. Quante menti plagiate da film, canzoni, pubblicità e programmi televisivi cedono ogni giorno a questo virus invisibile?

Ma possiamo combattere questi criminali che ci vogliono rendere schiavi e possiamo farlo solo se impariamo a conoscerli e a conoscere le armi di cui dispongono. Grazie a questo sito http://digilander.libero.it/subliminale/index.html  (da qui ho tratto il corsivo che trovate allegato in fondo a questo mio umile pezzo) possiamo SAPERE e possiamo DIFENDERCI.

 

Una canzone, dicevo, una canzone apparentemente innocua.

Apparentemente……

Nell'ambito del mondo canzonettitico (così nell’originale sic); ed in particolare del mondo della musica leggera italiana vi sono moltissimi brani apparentemente innocui che presentano invece pericolose insidie dal lato del convincimento occulto, anche se non propriamente subliminale. Per spiegarmi meglio farò l'esempio della celeberrima canzone "fatti mandare dalla mamma a prendere il latte" di Gianni Morandi [cantante dalla faccia pulita per antonomasia]. Nel citato brano musicale il cantante impersona un ragazzo geloso per aver visto la propria ragazza mano nella mano insieme ad un altro; il brano testualmente recita: "tu digli a quel coso\ che sono geloso\ e se lo rivedo\ gli spaccherò il muso"; alla fine del brano c'è; ripetuta molte volte, la frase "ho bisogno di te", riferita alla già citata ragazza. Ora, tentiamo di fare una sorta di analisi del brano in questione.

Innanzitutto, se negli anni sessanta una ragazza camminava mano nella mano con un ragazzo, significava che era ufficialmente fidanzata con quest'ultimo. Infatti all'epoca la morale era ben diversa dall'attuale. Inoltre, anche oggi, camminare mano nella mano implica quasi sempre lo stare insieme. Percui il tradimento di lei era già avvenuto. Come detto a tradire era stata lei, non certo "quel coso" di cui parla la canzone; e non si vede, dunque, perché il cornificato debba prendere a pugni lui, quando egli è stato il semplice oggetto e non il soggetto del tradimento. Infatti a tradire "lui" è stata "lei", e ciò perché era "lei" che stava con lui; non certo il "coso". Ma la "divina" non si sente messa sotto accusa, come senz'altro meriterebbe...noo!, anzi... lui ha bisogno di lei, la chiama ripetutamente "amore", eccetera, eccetera...

Ovviamente non ci si trova, per caso, dinanzi ad un cornuto contento: la canzone deve ficcare nella testa delle ragazze che esse possono impunemente tradire, ricevendo addirittura le moine ed i complimenti del cornificato di turno. Ma, ovviamente, nella vita reale, chi tradisce viene lasciata e... molto meno probabilmente farà figli...

Quasi tutte le canzoni italiane di musica melodica contemporanea presentano tentativi di convincimento occulto tendenti a corrompere sessualmente. In genere si tratta di elogiare in maniera fortissima la "musa ispiratrice". Gli elogi sperticati ed i complimenti strampalati alla ragazza di turno non servono tanto per vendere, quanto per corrompere le ascoltatrici; le quali, pretenderanno quei complimenti, ben poco virili, dai loro fidanzati. Questi ultimi, inoltre, non potranno certo rispettare chi è pronta a strapparsi i capelli per l'eros ramazzotto di turno; infatti il tradimento virtuale non è molto meno odioso del tradimento reale. Ed i cantanti di musica melodica contemporanea sono, guarda caso, tutti, ma proprio tutti, bellissimi

Vigilate!

                                                                  Umilmente Vostro, Il Predicatore

VeraJ
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venerdì, gennaio 26, 2007, ore 11:40

Sono lieto di presentarvi un nuovo inquilino di Silverfish Imperetrix. Dopo Atanasio Eriberto Sgretoloni, il contestatore anarchico e il suo Utopian Blaster ecco un altro amico di vecchia data. Un antico compagno di bagordi adolescenziali e scorrerie musicali che non ama ricordare il passato perché dice che in quel periodo aveva smarrito la via. Ora dice d’averla ritrovata e la percorre con una missione da compiere: salvare il mondo dal male.

Come Goldrake.

E’ completamente andato a male, perciò qui si troverà bene.

Signore e signori ecco a voi Il Predicatore.

                                        

       

Salve a tutti.

Vorrei spendere poche parole per presentarmi. Il mio nome non ha importanza, va benissimo quello che mi ha dato il proprietario di questo Blog che è una persona tanto cara e non capisco come possa aver intrapreso la dorata strada della perdizione ascoltando questa musica demoniaca. Tollero con benevolenza le sue prese in giro nel nome di quell’amicizia che ci lega da tanto tempo, fin da quando anch’io ero uno schiavo del peccato soggiogato dal malefico fascino che questa musica diabolica instilla nei cuori delle anime deboli come la sua. Io ho avuto il coraggio e la fortuna di dire basta. Ho bruciato la mia collezione di dischi rock e i miei libri horror e quando l’ho fatto giuro di aver visto nel fumo che si alzava il volto del maligno. Da allora la mia vita è cambiata in meglio. La tristezza e l’ansia che permeavano le mie giornate sono bruciate con quei dischi blasfemi e quei libri empi. Ha abiurato i valori che essi mi avevano trasmesso come l’alcool, il fumo e il sesso. Ero arrivato a bere ben due Aperol al giorno a stomaco vuoto e limonavo (perdonate la crudezza di questo termine) indiscriminatamente anche con due ragazze diverse in un mese. Per mia fortuna quella vita è alle spalle.

Ora sono sereno.

Sono un membro attivo del MOGERICAP (MOvimento GEnitori per la RIlflessione Contro le Attitudini Pericolose), una libera associazione senza scopo di lucro che si prefigge lo studio e la dura critica verso tutto ciò che può essere dannoso per una sana crescita intellettuale e spirituale dei bambini e dei ragazzi.

Vedo in questo sito teschi, croci rovesciate, titoli di dischi e canzoni che fanno rabbrividire e perfino fotografie di persone che fumano. Le mie parole vogliono essere una piccola fiamma lucente in questo luogo in cui è calato il buio, perché nulla è come sembra, specialmente nel lascivo mondo del rock.

Voi pensate che Mtv sia l’acronimo di Music Television? Stolti! Il suo vero significato é Mephistofelic Television!

Ma anche i nostri piccoli bambini sono insidiati giorno per giorno dai messaggeri delle tenebre. Uno degli ultimi giocattoli che vanno di moda in questo periodo, quei mostriciattoli di gomma che si chiamano Gormiti. Sapevate che i Gormiti erano una tribù della Papuasia Sudorientale dedita al culto di Gonad, il dio della fertilità, al cui onore erano celebrate orge che culminavano con sacrifici umani? I più esperti di voi avranno notato che questo nome blasfemo è stato anagrammato in Dagon da un altro schiavo del male, Howard Phillips Lovecraft per utilizzarlo nei suoi sacrileghi racconti. Volete che i vostri figli giochino con questi simboli d’antichi culti pagani? Quale messaggio può percepire la loro mente immacolata da un giocattolo simile?

Il male si nasconde nei luoghi più impensabili, pronto a lambirvi con le sue unghie macchiate di sangue. Fate attenzione.

Vigilate!

                                                                                              Il Predicatore.

VeraJ
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mercoledì, gennaio 17, 2007, ore 12:09

Il ventiduesimo numero di WriteUp è uscito. Tra gli altri, un pezzo del sempre più onirico VeraJ.

Naturalmente se non avete niente di meglio da fare....

VeraJ
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martedì, gennaio 09, 2007, ore 14:16

Il percorso artistico dei Tiamat ha un “nonsoché” di bizzarro. D’altronde con un leader carismatico e singolare come Johan Edlund, non potrebbe essere altrimenti. Partendo dal Death Metal passando per il rock, toccando il trip-hop con l’aggiunta di un pizzico di pop che non guasta mai, ma sempre tenendo fede ai più ortodossi canoni dell’oscurità il gruppo svedese ha sfornato una serie di lavori che passano dal geniale allo scontato in un battere di ciglia, ma non per questo meno intriganti. Edlund e la sua croce rovesciata perennemente appesa al collo da oltre quindici anni si nutre con le fantasie più cupe e morbose, ma a volte cade preda di un inaspettato buonismo ben più preoccupante. Necrophagious Shadows e Vote For Love sono lo specchio dei due volti di un animo perennemente in lotta tra male e bene, nero e bianco. O, forse, un animo semplicemente un po’ confuso.

Necrophagious Shadows


Whispers in the dark held me
tight in chains of horror
Petrified I sat in the unknown
Cemetary amidst the tombs

Disembodied voiced called me
Inhuman eyes watched me
Cadaver fumes struck my nose
and in terror I turned around...
I - watched
Amorphous, necrophagous shadows
dance - beneath
the cursed waning moon

Hands of demoniac dexterity
swayed through the vague abyss
struggling in the dark mist
to regain full control

I uncovered the soil
and found a dismembered body
where the flesh partily
putrid and partily carbonized...
Dark winds chilled me
Evil lurked in the dark
breezes from hell
I could hear all the hellish

chants and vast
windborne voices echoes
"Rise in for the master
and the sign of the pentagram"...

I - watched
Amorphous, necrophagous shadows
dance - beneath
the cursed waning moon
I - saw
Amorphous, necrophagous shadows
move - beneath
the cursed evil moon

Vote For Love

 

We've been soaked in acid
Always praised the downfall
The sound of cadent wings
It's a wonder we're standing tall
But in the truth of the morning glory
And the fear in our wishing well
We're on to another story

It's about time we all get out and vote for love

We are white zombies
Chained to our own demise
Decades of sleepwalking
No light's shining in out eyes
We've painted all doors bible black
Wir haben niemals kampflos aufgegeben
If there's light we'll claim it back

Time to clime it back

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VeraJ
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venerdì, dicembre 22, 2006, ore 12:03

VeraJ
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giovedì, dicembre 14, 2006, ore 13:02

Le ho conosciute da poco e già se ne vanno. Le Organ si sono sciolte. Fine della (breve, ma bella) storia. E per ogni fine che si rispetti esiste una canzone appropriata. La loro No One Has Ever Looked So Dead è un commiato perfetto.

 

No One Has Ever Looked So Dead

 

No One Has Ever Looked So Dead

it really shook you when i said
“no one has ever looked so dead”
well, it’s over and i can’t go there anymore
and in the backseat of your car
you showed me every single star
and how the zenith and the sounds
change in every single town
well, it’s over and i can’t go there anymore

VeraJ
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martedì, dicembre 05, 2006, ore 13:18

Questa sera avrei dovuto andare a vedere l'opera monumentale  "Carmina Burana" in programma al Mazdapalace di Torino ed invece...... Ed invece è crollata la scenografia e lo spettacolo è stato rinviato al 2007. Ma niente più Torino, solo Milano e Padova. E' difficile che io mi muova e mi entusiasmi per qualcosa essendo un raro esemplare di bradipo bogianen. Le poche volte che lo faccio porto sempre con me la classica nuvoletta fantozziana, ma ora la cosa si è aggravata: provoco disastri. Stavo pensando di pubblicare un elenco dei concerti e degli eventi mondani a cui ho intenzione di partecipare, in modo che possiate tenervi alla larga perché sicuramente accadrà qualcosa di poco piacevole. Mi sento un po' il  John Morlar de "Il Tocco Della Medusa".  Almeno assomigliassi a Richard Burton....

VeraJ
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martedì, novembre 21, 2006, ore 09:39

E' on-line il numero 20 di Write Up. Tra i racconti troverete un mio pezzo sui Sex Pistols. Se proprio non avete nulla di meglio da fare...

                              

VeraJ
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martedì, novembre 07, 2006, ore 16:03

Dylan Dog ha da poco compiuto venti anni. Speravo che la doppia storia a colori pubblicata a celebrare la ricorrenza risollevasse l’investigatore dell’incubo dal limbo in cui è precipitato e da cui da troppo tempo non riesce ad uscire. Speravo che Xabaras (ri)colorasse di nero un fumetto che si barcamena nel grigiore degli stereotipi e dei luoghi comuni, con qualche sussulto che sembra ormai il rantolo di un moribondo più che un colpo di coda atto a risollevarne le sorti. Speravo in un drastico cambiamento nella vita del Nostro, che avrebbe portato nuova linfa alla serie. Purtroppo non è andata così. Nessun colpo di scena, che il diabolico dottore fosse il padre di Dylan era risaputo, e neppure una storia degna d’essere annoverata tra le migliori. Anzi, nel lettore più smaliziato qualche sbadiglio ha fatto capolino. Con Tiziano Sclavi ridotto all’auto-clausura, gli sceneggiatori di Dyd sembrano proprio non sapere che pesci pigliare. Storie che partono come citazioni di romanzi e film e dilagano quasi nel plagio, sofismi adolescenziali che fanno sorridere anziché pensare, finali tirati per i capelli per giustificare casi adatti più a Julia che al caro vecchio Dylan e sceneggiature con vistose falle scompaiono di fronte ad un’unica terribile constatazione: il signor Dog è insopportabile.

Non lo sopporto più. Trovo quell'essere così “giusto”, perfettino nel suo essere politicamente corretto decisamente irritante. Posso comprendere l’essere vegetariano, dopo aver visto morti viventi sgranocchiare allegramente esseri umani urlanti, l’ultima cosa di cui uno avrebbe voglia è una bistecca.

Però…

Se, per caso, qualcuno facesse da oltre venti anni l’indagatore dell’incubo e avesse visto le cose che ha visto il signor Dog, non pensate che almeno un cicchettino ogni tanto gli farebbe bene? Va bene, c’è il passato da alcoolista, ma almeno una sigaretta? Meglio di no, in questi tempi di caccia al tabagista, sarebbe di cattivo esempio all’imberbe giovane lettore. E allora come la mettiamo col sesso? Quante donne, tutte spettacolari, naturalmente, sono finite tra le sue braccia? Sinceramente ho perso il conto, ma una stima in difetto, perché non ho contato gli speciali e i “dylandogoni “ che non si discosta molto dalla “realtà”, dovrebbe essere intorno alle 240 fidanzate solo per la serie regolare. (Calcolo semplice ma approssimativo: 12 fidanzate l’anno, una al mese, per 20 anni) Questo sembra essere l’unico “vizio” del dongiovanni in camicia rossa (fuori dei pantaloni) e giacca nera, ma (figuriamoci se non c’era un ma) non dimentichiamo che Dylan è sempre innamorato di quelle che si porta a letto e perciò l’atto sessuale è legittimato! In vent’anni s’è innamorato quasi 250 volte!

Certo, non mancano le crisi di nervi, i momenti di pseudo-follia e la paura, ma il suo cervello rimane ancorato saldamente alla realtà. Dopo tutto quello che ha passato, una mente normale, non sovrumana come la sua, avrebbe bisogno di qualche seduta terapeutica. Sbaglio? Paradossalmente questa sua integrità, morale e psicologica, tipica dei fumetti bonelliani, lima tutte quelle sfumature che darebbero più fascino ad un personaggio che potrebbe crescere, maturare e diventare adulto uscendo da quella forzata adolescenza che lo imprigiona e lo appiattisce. Purtroppo questa crescita non è nella linea editoriale della Bonelli che preferisce navigare nelle acque sicure di un format ormai consolidato piuttosto che affrontare l’incognita di un cambiamento di rotta. I lettori più “anziani” ricorderanno sicuramente il linciaggio mediatico che il fumetto subì durante i primi anni di vita in cui osava essere visivamente molto crudo. Ma Dylan all’epoca vendeva moltissimo e poteva fregarsene dell’opinione pubblica. Ora che le vendite non sono più quelle di una volta, vale la pena correre il rischio? Però c’è chi afferma che la cattiva pubblicità è sempre meglio di nessuna pubblicità.

Apro una parentesi.

Spero che la stessa opera di “appiattimento” non colpisca anche Dampyr, l’altro fumetto horror di casa Bonelli, promettente fin dall’inizio, con il dualismo bene/male che tormenta il protagonista e che lo porta, insieme ai suoi compari a compiere azioni illegali e moralmente discutibili. Niente di trascendentale, ma meglio di niente.

Chiudo la parentesi.

Tutte queste parole per motivare il mio (triste) addio al caro Dylan. Non so se è perché io sono invecchiato e lui è sempre rimasto uguale, perché è così perfetto che mi dà sui nervi, ma sicuramente perché le sue storie stanno diventando terribilmente noiose.

Caro Dylan se ci deve essere un altro indagatore dell’incubo a farmi compagnia, preferisco che sia John Constantine. Fatalista, bastardo, ipocrita, bevitore e fumatore incallito e pronto a tutto pur di salvare la pelle. Dannatamente umano.

VeraJ
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venerdì, novembre 03, 2006, ore 13:56

Oggi Silverfish Imperetrix compie tre anni.
Grazie a quelli che sono di casa, quelli di passaggio e quelli che, sbagliando strada, sono arrivati qui.
                       
VeraJ
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lunedì, ottobre 02, 2006, ore 12:45

A furia di ascoltare le Pipettes (un nome che è tutto un programma), il tasso glicemico del mio sangue è schizzato alle stelle. Preoccupato, inoltre, dell’estrema rosea visione di tutte le cose dello scibile umano che è in netto ed estremo contrasto con la mia cupa indole, ho deciso di ricorrere ad una cura disintossicante. Così ho trascorso il fine settimana lasciandomi cullare dai marosi sonori dei Neurosis. L’inizio è stato terribile. Come quando sei in viaggio, hai nostalgia di casa e alla fine non vedi l’ora di tornare. Una volta tornati, però, c’è qualcosa che non quadra: la nostra casetta è sempre lei, ma non è così bella come la nostalgia ce la faceva ricordare. E’ una sensazione che dura poco, giusto il tempo di (ri)prendere confidenza. Trovare le proprie cose, così, come le avevamo lasciate prima di partire, è confortante! Il problema con The Eye Of Every Storm è stato che le cose non erano per nulla come le avevo lasciate. Era tutto un caos, come se qualcuno durante la mia assenza si fosse divertito a spostare i mobili. Non riuscivo più ad orientarmi. Vagavo con la mente in quel flusso costante di note (rumori?) cercando il filo (ricordo bene di averlo lasciato, quel dannato filo!) che mi conducesse fuori da quel labirinto che non era più casa mia. Confesso che per alcuni minuti lo sconforto è stato grande. Che cosa diavolo è questa roba? E lo sconforto si è tramutato in panico, quando ho dato una rapida occhiata al muro di cd etichettati con nomi (ormai) alieni. Se i Neurosis erano diventati estranei alle mie orecchie e alla mia mente che avrei dovuto fare con i Mars Volta, gli Hawkwind, i Residents, solo per citarne alcuni? E già mi vedevo al mercatino delle pulci col mio banchetto stracolmo di dischi in offerta a 5 euro l’uno, con uno in omaggio ogni cinque acquistati. Ero affranto.

La maggior parte delle volte la verità, l’illuminazione, si trova davanti ai nostri occhi ed è solo la nostra miopia che c’impedisce di scovarla. Stolto! Come potevo cercare la certezza in un luogo dove la certezza non esiste? Non c’è nulla di rassicurante e certo dentro musiche simili. Non si possono costruire fondamenta su di un terreno fangoso in continuo movimento. Non ci si può sentire a casa. E’ questo il bello. Con i Neurosis (e con molti altri) si è sempre in viaggio; è un’incessante e costante vagare nei recessi e negli infiniti spazi che la mente crea, stimolata dal flusso di note.

Il prossimo ascolto sarà diverso.

Basterà che mi lasci andare senza cercare nulla, permettendo alla musica di condurmi dove vuole e, paradossalmente, mi sentirò di nuovo a casa.

Ne sono sicuro.

 

Il pop provoca assuefazione, dovrebbero scriverlo su certi dischi.

VeraJ
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mercoledì, settembre 20, 2006, ore 13:35

Signore e signori, vi saluto. Ho deciso di andare a fare il roadie per le Pipettes. Non ho ascoltato il disco, solo il singolo (che non sfigurerebbe nella colonna sonora di Grease), tanto caruccio e così bubble gum che quando lo metto a palla nello stereo sembra che le casse sputino fuori le bolle e la giornata si tinga di rosa. Anche se queste tre signorine suonassero grindcore lanciando teste di porco mozzate sul pubblico, vomitando ogni sorta di blasfemia, le mie orecchie sentirebbero solo dolci melodie e i miei occhi vedrebbero solo bolle leggere fluttuare nella tersa aria di primavera.

VeraJ
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mercoledì, agosto 30, 2006, ore 14:31

               

Un mese di vacanza condito da: